I due napoletani pochi giorni fa raggirarono un anziano invalido a Trebisacce con l’oramai famigerato trucco del “maresciallo dei carabinieri”   

CASTROVILLARI – S’è conclusa con le scarcerazioni l’udienza di convalida per i due napoletani, un 55enne e un 19enne, accusati d’aver messo a segno un’odiosa truffa ai danni d’un anziano invalido di Trebisacce.

Nonostante il giudice per le indagini preliminari abbia confermato la legittimità degli arresti eseguiti dai carabinieri della Tenenza trebisaccese, ha scelto di concedere ai due indagati la misura meno restrittiva degli arresti domiciliari.

Una regia teatrale per il raggiro

La veloce indagine dell’Arma ha portato alla luce un piano studiato nei minimi dettagli, basato sulla manipolazione psicologica della vittima. Secondo la ricostruzione degl’inquirenti, i truffatori, lo scorso 29 aprile, avrebbero agito seguendo un copione oramai famigerato. Con l’anziano ch’era stato prima contattato da un complice spacciatosi per un maresciallo dei carabinieri, seguito poi da un secondo interlocutore presentatosi addirittura come pubblico ministero:

alla vittima è stato fatto credere che il suo denaro e i suoi gioielli dovevano essere sottoposti a verifiche legali dal momento che l’anziano risultava implicato in una rapina commessa a Policoro, e mentre l’anziano era ancora al telefono, uno dei due indagati s’è presentato alla porta di casa per ritirare soldi e preziosi, dileguandosi subito dopo.

Dopo l’arresto in flagranza o quasi, i due erano stati condotti nel carcere di Castrovillari.

Il Tribunale di Castrovillari

Durante gl’interrogatori di garanzia, il giudice ha riconosciuto la gravità degli indizi di colpevolezza e la sussistenza delle esigenze cautelari, tuttavia ha ritenuto che le esigenze di custodia possono essere soddisfatte anche nelle abitazioni dei due indagati, revocando così la loro detenzione in carcere.

I due napoletani restano sotto indagine per truffa aggravata in concorso:

fondamentali per il prosieguo delle indagini del caso saranno gli elementi raccolti dai militari dell’Arma durante le perquisizioni, che hanno permesso di recuperare i corpi di reato utili a incastrare i responsabili del vile gesto. redazione@altrepagine.it

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