
CATANZARO – Si chiude, almeno per il momento, con un sospiro di sollievo per la difesa, il capitolo giudiziario a carico del 54enne pregiudicato rossanese Mario Lo Presti, meglio conosciuto a Corigliano-Rossano col soprannome Maio maio. L’uomo, volto notissimo alle forze dell’ordine e con diversi precedenti alle spalle, è riuscito a evitare l’ingresso in cella nonostante l’emissione d’un ordine di carcerazione per una condanna definitiva legata al reato di ricettazione.
La vicenda: un’auto rubata nel 2019
I fatti risalgono all’estate di sette anni fa. Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura di Castrovillari, il 3 luglio 2019, a Corigliano-Rossano, Lo Presti aveva acquistato o comunque ricevuto un’autovettura di provenienza furtiva. L’accusa ipotizzava il fine di procurare un profitto ingiusto per sé o per terzi, aggravando la posizione dell’imputato con la contestazione della recidiva specifica.
L’iter processuale: dal primo grado alla riduzione in appello
Il percorso nelle aule di giustizia ha visto un netto ribaltamento tra i due gradi di giudizio:
in primo grado, il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari gli aveva inflitto 1 anno e quattro mesi di reclusione.
In secondo grado, la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, accogliendo le tesi difensive presentate da suo difensore, l’avvocato Giuseppe Vena, aveva riformato radicalmente la sentenza, riducendo la pena a soli quattro mesi.
La strategia difensiva e la sospensione della pena
Nei giorni scorsi, a seguito della definitività della sentenza, la Procura generale di Catanzaro aveva emesso l’ordine d’esecuzione per la carcerazione. Tuttavia, la difesa è intervenuta tempestivamente:
l’avvocato Vena ha presentato un’istanza di sospensione dell’esecuzione, puntando sulla concessione di misure alternative alla detenzione.
«Non sussistono condizioni ostative alla concessione di una misura alternativa come l’affidamento al servizio sociale», ha sostenuto la difesa, sottolineando come l’uomo sia ormai da anni a piede libero e non presenti profili d’urgenza tali da giustificare la carcerazione immediata per una pena così breve.
In attesa del Tribunale di sorveglianza
Allo stato attuale, l’ordine di carcerazione è stato “congelato”. La palla passa ora al Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, che dovrà esprimersi nel merito della richiesta. Fino ad allora, Maio maio resterà in stato di libertà, in attesa di capire se potrà espiare il residuo di pena attraverso i servizi sociali anziché dietro le sbarre. direttore@altrepagine.it