Nei confronti del figlio maggiore del boss “Tom tom” la polizia ha effettuato un blitz “mirato”. Ora è in carcere

CORIGLIANO-ROSSANO – Un durissimo colpo alla criminalità organizzata di Corigliano-Rossano. Assestato dai poliziotti in forza alla Squadra giudiziaria del Commissariato cittadino. Che hanno effettuato un blitz “mirato”, facendo irruzione nell’abitazione e in alcuni immobili in uso a un noto pregiudicato rossanese, il 38enne Pierpaolo Manzi detto Bobò (foto), figlio maggiore del boss di ‘ndrangheta Antonio Manzi detto Tom tom.
Nel corso delle accurate perquisizioni a suo carico, è stata rinvenuta una pistola con matricola abrasa perfettamente funzionante, un consistente quantitativo di proiettili per l’arma stessa, droga e soldi in contanti. Tanti.
Nel dettaglio, oltre all’arma clandestina e al relativo munizionamento, Manzi è stato trovato in possesso di quasi un etto di cocaina e d’una somma di denaro contante pari a circa 20 mila euro, ritenuta provento di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e d’altre attività illecite.
Al termine delle operazioni di perquisizione, di recupero e sequestro dello scottante materiale probatorio raccolto nei suoi confronti, Bobò è stato ovviamente dichiarato in arresto.

Ammanettato e dapprima condotto negli uffici del Commissariato, informato il magistrato di turno in Procura a Castrovillari questi ne ha disposto l’immediato trasferimento in carcere nella cittadina ai piedi del Pollino. L’arresto è stato già convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale castrovillarese.
Manzi è difeso dall’avvocato Ettore Zagarese. Che, nell’interesse del proprio assistito, ha già formalizzato il ricorso al Tribunale del riesame di Catanzaro ed è in attesa che ne venga fissata l’udienza di discussione. direttore@altrepagine.it