Le vittime sono 4 uomini tutti di nazionalità pakistana: esclusa la matrice di ‘ndrangheta

AMENDOLARA – Non è stato un drammatico incidente, ma una vera e propria esecuzione. C’è una svolta definitiva nelle indagini sul macabro ritrovamento dei 4 corpi carbonizzati, rinvenuti all’interno d’un minivan monovolume sotto la pensilina della stazione di servizio “Ip” ubicata lungo la Strada statale 106 tra i comuni di Amendolara e Roseto Capo Spulico.

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Si tratta di quattro uomini, tutti braccianti agricoli di nazionalità pakistana, e sono stati ammazzati. I loro resti sono stati trasferiti nell’obitorio dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Corigliano-Rossano, in attesa d’essere sottoposti alle autopsie.

La conferma del quadruplice omicidio è arrivata dopo i primi accurati rilievi scientifici.

Sin dal primo momento, lo scenario apparso ai vigili del fuoco ha spinto gli investigatori a scartare l’ipotesi della fatalità:

la posizione della vettura e lo stato dei luoghi raccontavano un’altra storia.

Al momento non è stato possibile verificare se vi siano segni di colpi d’arma da fuoco sui corpi delle quattro vittime, visto il loro stato, ma gli assassini, dopo aver ucciso i quattro stranieri, hanno fatto rifornimento dando alle fiamme la macchina in cui c’erano i quattro corpi:

le pompe sono state trovate a terra. 

Mobilitazione massima e indagini a tutto campo

La Procura di Castrovillari ha preso in mano le redini dell’inchiesta. Sul posto, per coordinare i complessi rilievi della polizia scientifica, è intervenuto il sostituto procuratore di turno Roberta Bello, supportata a distanza dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, informato in tempo reale su ogni sviluppo.

Il dispiegamento di forze è imponente. Al distributore di carburanti di Amendolara sono giunti i vertici della polizia, tra cui il questore di Cosenza Antonio Borelli e il capo della Squadra mobile Rocco Francesco Silvestri, che stanno lavorando in stretta sinergia con gli agenti della polizia stradale di Trebisacce.

Il rebus del luogo: perché non è la “firma” della ‘ndrangheta

C’è un dettaglio che, in queste ore, sta impegnando gli esperti della Mobile:

la scelta del luogo.

Sebbene la distruzione dei corpi attraverso il fuoco sia una tragica costante nei delitti di stampo mafioso in Calabria, gl’inquirenti tendono a escludere la matrice ‘ndranghetista.

Le cosche locali, infatti, hanno sempre prediletto campagne remote e anfratti isolati per fare sparire le tracce dei propri crimini. Abbandonare un’auto con quattro cadaveri nell’area di servizio d’una strada ad altissima frequentazione come la Statale 106 rappresenta un cambio di passo anomalo, o più probabilmente la firma d’una criminalità diversa, che non teme la visibilità.

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Il ruolo “chiave” delle telecamere e della macchinetta del self-service

La chiave per risolvere il mistero potrebbe trovarsi nei server della stazione di rifornimento. Gl’investigatori hanno già sequestrato e iniziato a visionare i filmati dei sistemi di video-sorveglianza della zona. L’obiettivo è cristallizzare i momenti immediatamente precedenti al rogo per identificare chi ha guidato l’auto fino a quell’area di servizio e, soprattutto, chi l’ha data alle fiamme.

La visione dei filmati è già iniziata e da quanto emerge si vedrebbero due-tre persone avvicinarsi al minivanTra le ipotesi al vaglio, un “regolamento di conti”, consumato tra le 12,30 e le 13, quando la stazione di rifornimento è chiusa, non c’è personale presente e funziona solo col self-service.

Gl’investigatori stanno prendendo le impronte sulla cassaforte dove s’inseriscono le banconote per il rifornimento e repertando le tracce di Dna. Analizzeranno tutto il contante contenuto nella macchinetta automatica del self-service. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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