Le vittime erano state costrette a formalizzare ben 12 querele contro il loro aguzzino, un 36enne già noto alle forze dell’ordine

CASTROVILLARI – S’è concluso nei giorni scorsi, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Castrovillari, Annamaria Grimaldi, un doloroso capitolo giudiziario che ha visto per quasi due anni un’intera famiglia di Corigliano-Rossano vittima d’una spietata e continuativa attività di persecuzione.

Il giudice ha inflitto una condanna 1 anno e otto mesi di reclusione nei confronti d’un 36enne coriglianese già noto alle forze dell’ordine, ponendo fine a un vero e proprio calvario domestico ed esistenziale.

Le indagini e le successive fasi processuali hanno permesso di ricostruire minuziosamente la fitta trama di vessazioni iniziata sul finire del 2023.

Il nucleo familiare coriglianese – composto da padre, madre e tre figlie – era diventato il bersaglio fisso dell’uomo. Quello ch’era cominciato con piccoli danneggiamenti e provocazioni verbali è rapidamente degenerato in una escalation di violenza psicologica e fisica, caratterizzata da pedinamenti ossessivi, atti osceni e pesanti campagne di calunnia orchestrate sui canali social.

Un crescendo di violenza inaudito, culminato nell’investimento deliberato con l’auto del capofamiglia e nel danneggiamento dei beni mobili, che ha costretto le vittime a stravolgere completamente la loro quotidianità.

Il culmine della violenza è stato toccato il 14 agosto 2024. In quell’occasione il 36enne, dopo aver vandalizzato per l’ennesima volta la vettura di famiglia, ha investito a forte velocità il capofamiglia con la propria Audi A4, procurando lesioni serie anche alla moglie e alle figlie accorse in aiuto. Un episodio d’inaudita gravità che ha costretto i membri del nucleo familiare a blindarsi in casa, limitando al minimo le uscite e arrivando persino alla dolorosa decisione di sospendere l’attività commerciale di loro proprietà, i cui clienti venivano sistematicamente fotografati e sbeffeggiati on-line dall’aguzzino.

Nonostante la presentazione di ben 12 querele dettagliate a carabinieri e polizia, una svolta concreta è giunta solo nel marzo 2025, quando il gip del Tribunale di Castrovillari, Luca Fragolino, ha emesso le misure cautelari del divieto di dimora e d’avvicinamento dell’imputato alle sue vittime, successivamente confermate anche dal Tribunale del riesame.

La celebrazione del processo con rito abbreviato ha visto come elementi decisivi le accurate indagini difensive da parte del legale della famiglia, l’avvocato Luigi Malomo, e la consulenza tecnica video redatta dal perito Luca Chianelli.

Oltre alla pena detentiva, il giudice ha intimato all’imputato il risarcimento di tutti i danni materiali, morali ed esistenziali subiti dalle vittime. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com