
VILLAPIANA – Potrebbero essere stati già assicurati alla giustizia i presunti autori del quadruplice omicidio di braccianti agricoli di nazionalità pakistana consumato oggi all’ora di pranzo in una stazione di servizio “Ip” ubicata lungo la Strada statale 106 jonica tra i comuni di Amendolara e Roseto Capo Spulico. Ammazzati e poi dati in pasto al fuoco nell’auto dove si trovavano, attraverso la combustione di benzina utilizzando le pompe del rifornimento stesso.
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Ammazzati e dati in pasto al fuoco
Si tratterebbe di due connazionali delle quattro vittime, anche loro inseriti nel mondo del bracciantato agricolo, forse in veste di “caporali”.
I ritenuti responsabili sarebbero stati individuati e fermati dalla polizia nel vicino comune di Villapiana.
L’indiscrezione, al momento, non trova conferme ufficiali dagli uffici della Questura di Cosenza e da quelli della Procura della Repubblica di Castrovillari che guida le indagini del caso, ma i due si troverebbero proprio in Questura sottoposti ad interrogatorio.
Frattanto emerge un altro particolare inquietante:
all’interno del minivan carbonizzato non vi sarebbero state solo le 4 persone morte, ma complessivamente 7, e, tra queste vi sarebbero stati pure i due assassini, scesi dal mezzo per poi cospargerlo di benzina dopo avere forse accoltellato i compagni di viaggio, per loro l’ultimo, ancor prima di poter arrivare nella contrada rurale di Apollinara, a Corigliano-Rossano, dove pare vivessero.
Uno dei cinque uomini rimasti nell’abitacolo, però, sarebbe riuscito ad uscire dal veicolo già avvolto dalle fiamme, fuggendo via gravemente ustionato. Di lui non vi sarebbe ancora nessuna traccia. Le sue ricerche sono già attive e il suo eventuale ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta decisiva nelle indagini. redazione@altrepagine.it