
CASTROVILLARI – Niente carcere né altri tipi di restrizioni per colui il quale, nel mese d’agosto dell’anno scorso, s’era reso protagonista d’una violenta aggressione ai danni dei carabinieri.
L’“uomo del caso” è il 32enne Yassine Dghali extracomunitario di nazionalità marocchina, da anni residente a Trebisacce.
Il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari ha accolto infatti integralmente la linea tracciata dal difensore del giovane imputato, l’avvocato Giuseppe Vena, concedendogli l’istituto della messa alla prova ai servizi sociali ed eliminando ogni misura cautelare a suo carico.
La follia al Pronto soccorso
I fatti risalgono al 25 agosto d’un anno fa. Tutto era iniziato con una violenta lite tra fratelli, che aveva spinto alcuni dei familiari a richiedere l’intervento dei carabinieri. La situazione era poi degenerata nel Pronto soccorso dell’ospedale trebisaccese “Guido Chidichimo”, dove i protagonisti della rissa s’erano recati per farsi medicare.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura di Castrovillari, il 32enne, in evidente stato d’agitazione, avrebbe cercato di fare irruzione nella struttura ospedaliera colpendo violentemente il portone d’ingresso.
Di fronte ai tentativi di riportarlo alla calma da parte dei militari della pattuglia intervenuta e d’altri colleghi giunti in loro supporto, l’uomo aveva reagito con violenza, colpendo un carabiniere con un forte schiaffo al volto e facendogli perdere l’equilibrio. Nella colluttazione, anche un secondo militare aveva riportato lesioni, successivamente certificate dai medici del presidio sanitario.

L’ospedale di Trebisacce
Il processo e il colpo di scena difensivo
Scattato l’arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, il giovane marocchino era finito a processo per direttissima. In attesa del giudizio, il Tribunale gli aveva imposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana in caserma dai carabinieri.
La svolta è arrivata nel corso dell’ultima udienza processuale. L’avvocato Vena ha infatti formalizzato la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, proponendo un percorso alternativo incentrato sullo svolgimento di lavori di pubblica utilità in un noto ente benefico del territorio.
Parallelamente, il legale ha discusso un’ampia istanza di revoca della misura cautelare in atto.

Il Tribunale di Castrovillari
Il giudice, sposando le tesi della difesa, ha non solo concesso la messa alla prova (permettendo così al trentaduenne d’evitare la reclusione), ma ha pure ordinato l’immediata revoca dell’obbligo di firma a suo carico.
Yassine Dghali resta così a piede libero:
per lui il percorso di reinserimento sociale avverrà senza alcuna restrizione della libertà personale. redazione@altrepagine.it