CASTROVILLARI – Si chiude il primo dei diversi capitoli giudiziari aperti sui gravi fatti criminali della notte tra il 15 e il 16 giugno dell’anno scorso verificatisi sul lungomare rossanese di Lido Sant’Angelo a Corigliano-Rossano.

LEGGI ANCHE:

TUTTI I NOMI | Indagati pure i gestori del locale Aqua per la notte di sparatorie e pestaggi

Il Tribunale di Castrovillari ha emesso la sentenza di primo grado nei confronti del 58enne Francesco De Vincenti detto Pino Daniele (foto), condannato a 6 anni e mezzo di carcere.

La decisione dei giudici ridimensiona la richiesta della Procura, che aveva sollecitato una pena ben più severa, pari a 10 anni e quattro mesi di reclusione.

La difesa di Pino Daniele, rappresentata dall’avvocato Francesco Nicoletti, attenderà ora i canonici 90 giorni per il deposito delle motivazioni, passo fondamentale per valutare il ricorso in appello.

Una sequenza fotografica di quella drammatica nottata

La notte di fuoco sul lungomare

Quella che doveva essere una tranquilla serata estiva, quasi un anno fa, s’era trasformata in un “teatro di guerra” a causa di un paio d’agguati, uno dei quali compiuto a colpi di pistole.

Tra gli episodi, secondo la ricostruzione di polizia e carabinieri, una coppia di marito e moglie – lui figlio d’un noto boss della ‘ndrangheta rossanese – che venne presa di mira in un’azione coordinata e violentissima:

un commando armato entrò in azione esplodendo numerosi colpi di pistole – con ben 3 armi differenti – ad altezza d’uomo.

I proiettili finirono per conficcarsi nella carrozzeria dell’autovettura Mercedes in cui il figlio del boss si trovava con la propria consorte.

Solo per pura coincidenza non si registrò una strage:

i colpi non andarono a segno e risparmiarono miracolosamente sia le vittime designate, sia i numerosi passanti che affollavano la zona della movida in quel momento.

Le indagini e la rete dei complici

Le indagini erano scattate immediatamente dopo l’esplosione dei colpi. Il cerchio attorno a De Vincenti e a due suoi complici minorenni (a giudizio davanti al competente Tribunale per i minori di Catanzaro) s’era stretto in tempi record grazie a un’operazione congiunta e sinergica che aveva visto lavorare fianco a fianco i carabinieri del Reparto territoriale, i poliziotti del Commissariato cittadino e i loro colleghi in forza alla Squadra mobile della Questura di Cosenza.

Se i primi arresti – tra cui quello di De Vincenti, tuttora detenuto in carcere – erano scattati nelle ore successive al delitto, gli approfondimenti investigativi di questi ultimi mesi hanno permesso di scoperchiare un quadro molto più complesso:

gl’inquirenti sono infatti riusciti a identificare un network d’ulteriori indagati, tutti accusati a vario titolo d’avere supportato e pianificato l’azione logistica del gruppo criminale sia nelle fasi precedenti che in quelle successive alla sparatoria. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.