Lui di Corigliano-Rossano, lei, la 28enne Maria Ida Santopaolo, di Terranova da Sibari. Il drammatico epilogo, che poteva rivelarsi tragico, meno d’una settimana fa

CASTROVILLARI – Gliel’hanno notificato i carabinieri nella serata di ieri, nella cella del carcere di Castrovillari dov’è detenuto da sei giorni. È il provvedimento che conferma la massima misura cautelare nei confronti del 30enne coriglianese di Corigliano-Rossano Francesco Marino (nella foto a destra), residente nella popolosa frazione marinara di Schiavonea, ex studente universitario a Pisa e da tempo impiegato in un’azienda agricola della città jonica.
Sul capo del giovane, incensurato, grava la pesantissima accusa d’avere brutalmente tentato d’ammazzare una sua amica, la farmacista 28enne Maria Ida Santopaolo (nella foto a sinistra, mentre viene intervistata da una nostra collega di Tele Europa Network), di Terranova da Sibari, durante la notte tra lunedì e martedì scorsi, proprio nei pressi dell’abitazione di lei, a Terranova.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere reca la firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, che l’ha emessa su richiesta del sostituto procuratore Roberta Bello.

Il Tribunale di Castrovillari
Il gip ha convalidato il fermo d’indiziato di delitto a carico di Marino, ch’era stato spiccato dalla Procura poco dopo il gravissimo fatto di sangue ed eseguito dai carabinieri in forza al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Castrovillari. Questi ultimi erano intervenuti nel Pronto soccorso dell’ospedale castrovillarese “Ferrari”, dove un amico della ragazza – accoltellata in varie parti del corpo e vittima anche d’un tentativo di strangolamento – l’aveva immediatamente accompagnata dopo essere provvidenzialmente intervenuto qualche attimo prima che potesse succedere il peggio e irreparabile, quella notte, a seguito di una chiamata che la giovane farmacista aveva fatto partire dal suo smartphone.
Dalla decisione del giudice che conferma la misura carceraria nei confronti di Marino, arrivata dopo l’udienza di convalida del fermo e il contestuale interrogatorio di garanzia del giovane in cella (assistito e difeso dagli avvocati Pino De Luca e Claudio Scarcella), emerge la solidità del quadro indiziario ricostruito dagl’inquirenti nelle ore immediatamente successive al drammatico episodio, che poteva rivelarsi tragico.

I “motivi” del tentato omicidio
Il tentato omicidio affonderebbe le radici nella relazione d’amicizia da molti definita “tossica” tra Maria Ida e Francesco. Un rapporto giunto al capolinea dal momento che lui pare non si rassegnasse all’idea che lei non voleva andare “oltre” quell’amicizia.
Francesco da tempo avrebbe cominciato a volere “di più” da Maria Ida, che evidentemente non corrispondeva quel sentimento. Man mano diventato un’ossessione, per lui.
Col culmine della storia che s’è registrato quella terribile notte, quando lui da Corigliano si sarebbe recato a Terranova con due armi da taglio, colpendola con diversi fendenti alle spalle e alla testa dopo averle strappato di mano lo smartphone, e stringendole le mani al collo, per poi fuggire a folle velocità a bordo della sua autovettura nel momento dell’intervento dell’amico che a Maria Ida ha praticamente salvato la vita, come ha raccontato la sfortunata protagonista nella toccante intervista rilasciata nei giorni scorsi a Ten.
Il fuggitivo era stato intercettato e bloccato dai carabinieri nella sua abitazione coriglianese alla Marina di Schiavonea, condotto dapprima nella caserma di Castrovillari e poi in carcere su disposizione del magistrato della Procura, mentre la sua vettura veniva sequestrata per accertamenti probatori sulle tracce di sangue rinvenute nell’abitacolo e sui coltelli, uno ritrovato in auto, l’altro a Terranova nei pressi d’una siepe poco distante dal luogo della belluina aggressione.
I suoi avvocati, una volta letta e studiata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, formalizzeranno il ricorso al Tribunale del riesame di Catanzaro. direttore@altrepagine.it