CASTROVILLARI – È incominciato, al cospetto del giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari, il processo a carico di un 37enne accusato d’una violenta e fulminea escalation di minacce e aggressioni ai danni della sua ex compagna.

I reati contestati dalla Procura al Gurzun Ionel Bogdan, di nazionalità rumena e residente da tempo a Corigliano-Rossano, sono pesantissimi:

stalking aggravato, porto abusivo d’arma e rapina a mano armata aggravata.

L’apertura del dibattimento fa seguito all’emissione del decreto di giudizio immediato da parte del pubblico ministero, decisione presa alla luce dell’evidenza delle prove raccolte dai poliziotti del Commissariato cittadino nei suoi confronti.

Una settimana di terrore

I fatti che hanno portato alla sbarra il trentasettenne risalgono allo scorso mese di febbraio.

Secondo l’impianto accusatorio, il rumeno non avrebbe accettato la fine della relazione sentimentale, interrotta per volontà della donna anche a causa di precedenti episodi di violenza fisica.

In un crescendo di tensioni concentrato tra il 16 e il 22 febbraio, l’uomo avrebbe perseguitato l’ex compagna in ogni suo spostamento, tempestandola di telefonate per chiederle perdono.

Al fermo rifiuto della vittima, le promesse s’erano trasformate in minacce di morte:

«Se non torniamo insieme t’ammazzo… se non stai con me non t’avrà nessuno», le avrebbe intimato a più riprese.

L’aggressione col coltello e la rapina delle chiavi

La situazione è precipitata nel pomeriggio del 22 febbraio. Intorno alle 15,30, l’uomo s’era appostato sotto l’abitazione della donna armato d’un coltello con una lama di ben 18 centimetri. Al suo arrivo, le avrebbe puntato l’arma contro per costringerla a riallacciare il rapporto, e, sempre sotto la minaccia della lama, s’era fatto consegnare le chiavi di casa, promettendo che sarebbe ritornato in serata.

Poche ore dopo, l’imputato sarebbe passato dalle telefonate intimidatorie ai fatti:

avrebbe rintracciato l’ex compagna mentre si trovava sul balcone di un’amica, urlandole contro ulteriori minacce di morte.

Subito dopo avrebbe fatto irruzione nel condominio, prendendo a calci e pugni la porta d’ingresso nel tentativo di sfondarla.

Solo il tempestivo intervento dei poliziotti, che l’avevano arrestato in flagranza di reato, avrebbe evitato il peggio.

La linea della difesa e la scarcerazione

Dopo l’arresto, Gurzun Ionel Bogdan era stato trasferito nel carcere di Castrovillari su disposizione del pubblico ministero, che aveva richiesto l’applicazione della custodia cautelare in cella.

Tuttavia, in sede d’udienza di convalida e interrogatorio di garanzia svoltosi in carcere, la difesa – rappresentata dall’avvocato Giuseppe Vena – aveva offerto una lettura profondamente differente delle condotte descritte, contestando gli addebiti e richiedendo l’immediata scarcerazione dell’assistito. Una tesi, quella difensiva, condivisa dal giudice per le indagini preliminari, che aveva ordinato la liberazione dell’uomo dopo sole 48 ore di detenzione, sostituendo la massima misura cautelare con quella del divieto d’avvicinamento alla presunta vittima.

Il Tribunale di Castrovillari

Il processo è stato ora aggiornato alla cruciale udienza del prossimo 24 settembre, giorno in cui in aula verrà ascoltata proprio la donna, la cui deposizione sarà decisiva per le sorti del giudizio nei confronti dell’ex compagno. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.