L’esponente dell’amministrazione cittadina deve rispondere di lesioni, ma poi anche lui aveva denunciato di percosse il pensionato: sono tutt’e due imputati e al contempo parti offese

CORIGLIANO-ROSSANO – S’è tenuta questa mattina, davanti al giudice di pace di Corigliano, la prima udienza del processo che vede imputato, ma anche parte offesa, il 33enne consigliere comunale di Corigliano-Rossano Gianfranco Costa (foto), esponente della lista “Azzurro mare” e della maggioranza consiliare che sostiene l’amministrazione del sindaco Flavio Stasi.

Costa è accusato di lesioni personali ai danni d’un anziano, Luigi Ventura di 77 anni.

I fatti di causa risalgono al 18 luglio dell’anno scorso.

A causa di vicissitudini e ruggini che si trascinavano già da qualche anno nella palazzina di Via Archimede alla Marina di Schiavonea dove entrambi vivono in condominio, il consigliere comunale avrebbe dapprima fatto il gesto del dito medio con la mano sinistra all’attempato vicino di casa e poco dopo gli avrebbe sferrato un violento schiaffo al volto al cospetto delle proprie nipoti minorenni e alla signora che s’occupa delle pulizie nel condominio.

Ciò, mentre lo stesso Costa riprendeva le scene col proprio smartphone.

Poco dopo, invocato l’intervento delle forze dell’ordine, sul posto era giunta una pattuglia della polizia.

Ventura è un pensionato coriglianese da tanti anni residente in provincia di Roma, la cui famiglia è proprietaria di quattro appartamenti nello stabile in cui Costa vive al pianterreno con alcuni suoi familiari.

L’anziano signore era stato refertato e medicato in Pronto soccorso nell’ospedale cittadino “Nicola Giannettasio”, il cui medico di turno gli aveva diagnosticato un trauma cranico minore e un trauma all’occhio sinistro, con 7 giorni di prognosi per la guarigione.

L’uomo aveva poi denunciato il fatto ai carabinieri della Stazione dello Scalo coriglianese.

Il 26 luglio, quando la notizia era stata pubblicamente diffusa dal nostro giornale, pure Costa aveva deciso di sporgere denuncia, esponendo ai carabinieri la propria versione dei fatti, vale a dire che sarebbe stato Ventura ad alzare le mani contro di lui.

Il pensionato è quindi a sua volta imputato di percosse.

Stamane, entrambi erano presenti nell’aula del giudice di pace, ma il tentativo di conciliare la questione non è andato a buon fine.

Il processo riprenderà nel mese di marzo dell’anno prossimo.

Costa è difeso dall’avvocato Giacomo Adimari, Ventura dall’avvocato Gianluigi Zicarelli. redazione@altrepagine.it