Turisti scandinavi smarriti tra Corigliano-Rossano e Roggiano Gravina e protocolli d’intesa ossessivo-compulsivi: così il vate del turismo lancia la sfida a distretti e gemellaggi sponsorizzati dalla Regione Calabria

CORIGLIANO-ROSSANO – Raga’, a qualcuno di voi in questo mese di luglio sarà già capitato che un turista scandinavo o uno del Triveneto alla guida del suo Suv vi si sia fermato davanti mentre voi alla cuntrura sotto i 40 gradi Celsius stavate camminando su uno dei marciapiedi meno dissestati di Corigliano-Rossano, ha abbassato il finestrino chiuso per l’aria condizionata e v’ha domandato:
«Excuse me, where is… what’s Roggiano Gravina? »
Sì, perché com’è oramai noto a tutti Roggiano è un paese ad alta, altissima densità turistica, e se i roggianesi tra luglio ed agosto non vedono più soltanto i roggiagermanesi di ritorno col Mercedes di terza mano targato Düsseldorf devono ringraziare il vate del turismo calabrese, il poeta delle Terrae Magna Graecia, l’inventore della Rete turistica dei comuni che da ultimo ha salutato l’adesione anche di Fagnano Castello, di Malvito e di San Sosti «rafforzando ulteriormente la presenza nell’area della Valle dell’Esaro», ladies and gentlemen il profeta del viaggio, del villaggio e della villeggiatura, Mr. Francesco Marino Scarcella, consigliere comunale coriglianrossanese che avuto il coraggio di sbattere la porta in faccia dapprima al Rassemblement National di Marine Le Pen quando prese il suo posto Jordan Bardella, e poco dopo alla Izquierda Unida di Antonio Maíllo, e in pochissimo tempo è diventato il leader di Azzurro mare accoppandosi il duumvirato degli oramai destituiti Flavio Stasi e Francesco Madeo.
Così, nella rete turistica buttata nel suo ceruleo mare magnum, Marino Scarcella pesca pesci piccoli e grandi e sottoscrive ossessivamente e compulsivamente «protocolli d’intesa» coi sindaci che «sanciscono ufficialmente il loro ingresso nella Rete».
Le parole d’ordine del menestrello delle vocazioni agroturistiche sono «fare squadra e costruire una strategia condivisa di valorizzazione del territorio».
Il progetto inclusivo di Scarcella Marino, per sua stessa ammissione, «sta raccogliendo un interesse sempre maggiore, estendendosi progressivamente anche oltre il nord-est della Calabria (il nostro frequenta oramai editori e giornalisti di contrada Donnanna a Trieste, Ndr) e coinvolgendo realtà ricche di storia, cultura, tradizioni, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche».
Come Roggiano, praticamente.
«Il presidente della Rete turistica dei comuni Terrae Magna Graecia, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, accoglie con soddisfazione questo ulteriore ampliamento della Rete, e anche i sindaci dei comuni aderenti hanno espresso soddisfazione per l’ingresso nella Rete, che prosegue il proprio percorso di consolidamento, ponendo le basi per nuove adesioni già in fase di definizione».
Tuttavia, mentre Marino continua a pescare a strascico nel suo Azzurro mare, l’Unione dei comuni montani delle aree interne dell’Alto Jonio (Albidona, Alessandria del Carretto, Canna Castroregio, Montegiordano, Nocara, Oriolo e Roseto Capo Spulico) proprio in questi giorni ha battezzato in Regione, alla presenza del presidente Roberto Occhiuto, dell’assessore Gianluca Gallo e del consigliere Orlandino Greco, il proprio “Distretto turistico”, e i comuni di Cassano Jonio, Civita e Mormanno hanno celebrato il loro gemellaggio enogastronomico alla presenza più o meno degli stessi soggettoni. E lo Scarcellone di Corigliano-Rossano non sembra averla presa affatto bene:
«La differenza è che Terrae Magna Grecia è nata dall’iniziativa dei territori e vuole unire la Calabria, non dividerla in progetti separati».
Marino non demordere, è il suggerimento di AltrePagine:
in redazione, infatti, proprio oggi pomeriggio e da fonti accreditate, ci sono giunte indiscrezioni secondo le quali il sindaco del comune di Melicucco, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, t’ha già inviato una Pec per fare domanda perché freme d’entrare nella tua rete! direttore@altrepagine.it