Protagonista un pericolosissimo pluripregiudicato per vari reati che ha ferito pure un carabiniere: arrestato con l’uso del taser e incarcerato

CORIGLIANO-ROSSANO – Grossi disordini, questa notte, alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano.

Dove un pericolosissimo pluripregiudicato di nazionalità marocchina, Yassine Elhani, di 38 anni, già noto alle nostre cronache, ha messo a ferro e a fuoco il popoloso caseggiato di Viale Riccione ove risiede con la compagna di nazionalità italiana e dove si trovava in regime di detenzione domiciliare, col permesso da parte dei giudici di poter uscire per svolgere attività benefiche con l’associazione locale “Azzurra”.

Il delinquente straniero, pluricondannato per reati di droga, armi, resistenza e violenza a pubblico ufficiale ed altro, in preda ai fumi dell’alcol e in escandescenza pare per un precedente litigio con la compagna, dapprima ha aggredito – a quanto pare senz’alcun motivo apparente – un suo vicino di casa pure lui d’origine nordafricana, un uomo di nazionalità algerina descritto nel quartiere come persona estremamente tranquilla, cogliendolo di spalle con un coltello che gli ha sferrato a un orecchio, ferendolo.

Era da poco passata la mezzanotte e da lì s’è scatenato l’inferno, coi vicini che si sono subito allarmati conoscendo l’indole violenta e la “fama” del protagonista.

Qualcuno ha dunque immediatamente allertato i soccorsi del 118 e i carabinieri, mentre il 38enne continuava a seminare il panico lanciando qualsiasi cosa si trovasse per le mani, e, alla fine, barricandosi in casa.

Yassine Elhani

Sul posto, ben conoscendo il soggetto e la sua pericolosità sociale, sono giunti subito e in forze i militari della Sezione operativa e radiomobile del Reparto territoriale.

Mentre gli operatori sanitari prendevano in cura l’algerino accoltellato, Yassine Elhani s’era già serrato in casa.

I militari dell’Arma cittadina, sia in divisa che in borghese, temevano che il pluripregiudicato marocchino potesse essere armato oltre che di coltello anche d’altro, quindi la situazione doveva essere gestita con estrema e al contempo risoluta professionalità, proprio mentre il marocchino da balconi e finestre continuava pericolosamente a lanciare oggetti in strada, danneggiando diverse auto parcheggiate sotto.

Il culmine l’ha raggiunto quando ha lanciato addirittura una bombola di gas, andata in perdita col rischio che potesse scoppiare.

Con grande diligenza e determinazione, gli uomini del tenente colonnello Marco Gianluca Filippi e del capitano Giuseppe Spada hanno cercato di dialogare a distanza ravvicinata e con cautela con l’uomo che dovevano prendere per assicurarlo alla giustizia, ma lui, ancora una volta, come in altre occasioni, ha opposto violenta resistenza, ferendo uno degli operanti.

Per arrestarlo, risolutivo s’è rivelato l’uso del taser, la pistola ad impulsi elettrici.

Intorno alle due, Yassine Elhani è stato ammanettato e condotto dapprima in caserma allo Scalo coriglianese e poco dopo in cella nel carcere di Castrovillari su disposizione del magistrato di turno nella Procura della cittadina ai piedi del Pollino. 

Davanti al giudice per le indagini preliminari, che nelle prossime ore lo sottoporrà all’interrogatorio di garanzia nell’udienza di convalida dell’arresto in flagranza, dovrà rispondere di plurimi reati. È difeso dall’avvocato Giuseppe Vena. direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.