I difensori disinteressati del sindaco sono una specie oramai in via d’estinzione

CORIGLIANO-ROSSANO – Qualche presa di posizione ufficiale comincia finalmente ad arrivare. Ed è un segnale importante, perché, al di là dei post delle associazioni amiche, delle amiche e degli amici, conoscenti, comari, compari, parenti ed affini acquisiti proprio in questi anni e d’altre immancabili categorie di sostenitori, il dibattito politico a Corigliano-Rossano sembra uscire dalla sola “dimensione social” per affrontare questioni che riguardano per davvero la città.
Su temi che attengono alle più elementari regole del vivere civile, le risposte però continuano a farsi attendere, anzi desiderare.
Ordine pubblico e sicurezza sociale, strade interessate da criticità fognarie, mare a tratti sporco nonostante la Bandiera blu, degrado diffuso, una movida estiva che molti cittadini percepiscono come priva d’un adeguato controllo:
sono questioni serie che incidono sulla qualità della vita dei cittadini e richiedono interventi, non soltanto comunicazione.
Sui social la presenza dell’amministrazione del sindaco Flavio Stasi è costante, ma su questioni ben più delicate sarebbe legittimo conoscere se esiste una mappatura delle occupazioni abusive d’immobili, quale sia il quadro della gestione del patrimonio pubblico e quali costi ricadono sulla collettività. Temi che meritano trasparenza, dati e programmazione.
Lo stesso vale per la sanità. Nell’ottica della città unica, sarebbe utile comprendere quali rapporti istituzionali sono stati costruiti con chi governa il sistema sanitario, quale utilità abbia avuto l’acquisto del famigerato palazzo di vetro dell’Azienda sanitaria in Via Nestore Mazzei, quali reparti sono realmente operativi nei due ospedali del territorio e quali proposte concrete vengono avanzate per migliorare i servizi, al di là del fisiologico confronto politico con la Regione.
La sensazione d’una parte della cittadinanza è che, al netto d’una comunicazione istituzionale e politica quasi sempre patinata, e, secondo i critici, assai capace di rappresentare la realtà in modo estremamente favorevole all’amministrazione, restino soprattutto fotografie, inaugurazioni ed eventi.
Dietro quelle immagini però, molti cittadini continuano a vedere problemi irrisolti e risultati che, sulle questioni fondamentali, appaiono ben al di sotto delle aspettative.
Una città con enormi potenzialità sembra aver perso terreno proprio sugli aspetti che incidono maggiormente sulla vita quotidiana.
In questo contesto, qualcuno osserva con interesse anche le indiscrezioni che vedrebbero l’attuale sindaco proiettato verso una possibile candidatura al Parlamento. Fosse così, ciò potrebbe rappresentare l’occasione per aprire una fase politica diversa, fatta di maggiore confronto, d’una nuova classe dirigente e d’un modello amministrativo non incentrato su una sola figura, sull’uomo solo al comando, sul pensiero unico, qualora vi fosse, il pensiero, o un pensiero…
L’impressione di molti è che, in questi anni, si sia consolidato un sistema di relazioni e di consenso molto esteso. Un elemento che, secondo questa lettura, spiegherebbe anche l’ardore con cui alcuni difendono ogni scelta dell’amministrazione.
Naturalmente ciascuno è libero di sostenere chi ritiene più opportuno, ma è legittimo chiedersi se, proprio in quei casi, tanta “convinzione” nasca esclusivamente da una valutazione politica oppure sia favorita da interessi personali, professionali o d’altra natura.
La buona politica dovrebbe avere l’ambizione di far crescere una comunità e una classe dirigente, favorire il pluralismo, accettare il dissenso e preparare chi verrà dopo.
Quando, invece, il confronto s’appiattisce e tutto ruota attorno a un’unica leadership, il dibattito pubblico s’impoverisce, limitando la crescita politica dell’intera città.
Per questo, quasi verrebbe da dire che, se davvero l’attuale sindaco dovesse intraprendere un percorso nazionale, quella potrebbe essere l’occasione per aprire una stagione diversa. Non per spirito di rivalsa, ma perché Corigliano-Rossano avrebbe finalmente l’opportunità di riscoprire un confronto più libero, idee nuove e una politica meno legata alle dinamiche del mero consenso personale. E forse è proprio questo il vero segnale di cambiamento che molti cittadini attendono. direttore@altrepagine.it