di Domanico di Turio

CORIGLIANO-ROSSANO – La notizia di oggi è davvero di quelle toste. A Corigliano-Rossano, in quella frazione di Cantinella che da sempre idealmente rappresenta l’ombelico della Sibaritide nel suo incrocio stradale tra il bar Vuono “Forza Lupi”, la villa di Benincasa, la farmacia Scarcella e poco più avanti la trattoria di Patrizia, incrocio oggi reso più funzionale dalla rotonda, ebbene lì, oddio non proprio lì, ma comunque da quelle parti, appena lasci l’Urbe e t’addentri un po’ nell’ubertosa campagna circostante, dicono in un’area baricentrica tra la rotondina del bivio di Thurio e contrada Mandria del forno, Indiana Jones ha fatto la sua ultima scoperta, proprio mentre c’erano degli operai impegnati a scavare una fossa per montarci dentro i supporti d’un campo di pannelli solari:

«Altolà!», ha intimato alle maestranze il celebre archeologo;

«Lo vedete quel pezzetto di marmo?

Non lo vedete ch’è il frammento d’una statua a grandezza naturale, fermatevi cazzo!».

Al momento le informazioni sono ancora… frammentarie, non ufficiali quindi, ed è ancora un mistero se si tratti d’un pezzetto di prepuzio (è questa la tesi più accreditata dagli esperti), di frenulo, se non addirittura di glande…

Chiariamolo subito:

la fenomenale notizia è in attesa di conferme, poi ci sarà da studiare per capire a quale epoca risalga il prezioso reperto fallico (gli esperti si lanciano già verso il V secolo a.C.) e il contesto stratigrafico preciso in cui è stato rinvenuto, dopo essere venuto.

Gli archeologi di Stato della Soprintendenza, che della meravigliosa scoperta hanno già avuto notizia percorrendo alcuni sentieri interpoderali con alcune Fosse scavate da genti originarie del Nord Est, presto analizzeranno il ritrovato penieno e cercheranno, coi loro mezzi di fortuna rispetto a quelli di cui dispone Indiana Jones che si muove in autonomia (oltre che in anatomia), di stabilire se si tratti di un reperto isolato oppure se esso faccia parte di un complesso scultoreo più ampio. Magari in quel triangolo delle bermuda d’oro (moccivo’) che solo convenzionalmente chiamiamo “di Cantinella”, sottotraccia c’è una pianura fallica immensa magari risalente alla fase thurina, postthurina o addirittura taurina dell’antica e gloriosa città di Sybaris. Che, com’è noto a tutti, era una “repubblica” piuttosto godereccia, non a caso oggi, per ricordarlo anche ai posteri, d’estate ci s’avvinazza ch’è una bellezza nel Parco archeologico con ministri, sottosegretari, assessori e consiglieri regionali, tirapiedi e lecchini delle più svariate risme.

Ogni approfondimento su quest’ultima scoperta lo troveremo sul prossimo numero del Segatore, rivista culturale magistralmente diretta dalla Brunetta dei Ricchi e Poveri. Che, secondo le puntualissime indiscrezioni scaturite dalla consueta cascata di post e commenti Facebook del circolo archeologico della domanica, aprirà con un’intervista esclusiva a Domanico Modugno e lo farà direttamente dalla succursale dell’antica Sybaris di Cantinella e dintorni, con un collegamento da remoto dalla Pinacoteca di Brera. E, proprio come amavano dire in questi casi gli antichi e gaudenti sibariti… stay tuned! domanicoditurio@altrepagine.it