
ROMA – La notte del 21 luglio 2022 provocò un grave incidente lungo la Strada statale 106 jonica a Corigliano-Rossano. Il 29enne di nazionalità rumena Silviu Marian Ciolac, era ubriaco alla guida della propria auto e s’era opposto ai controlli delle forze dell’ordine, rifiutando categoricamente di sottoporsi all’accertamento dell’alcoltest. Non solo. All’atto della sua identificazione aveva esibito un documento d’identità risultato poi contraffatto.
A suo carico erano quindi scattate le contestazioni per rifiuto dell’accertamento dello stato d’ebbrezza e possesso di documento d’identificazione contraffatto.
L’iter giudiziario e la pronuncia della Suprema Corte
Dopo la condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Castrovillari il 5 aprile 2023 e la successiva conferma da parte della Corte d’Appello di Catanzaro il 14 gennaio di quest’anno, il suo avvocato difensore aveva adito la Corte di Cassazione sollevando diversi motivi di ricorso, sostenendo in primo luogo che la sentenza di primo grado fosse stata formata e depositata addirittura prima dell’udienza di discussione, elemento categoricamente smentito dalle verifiche informatiche della Cancelleria del Tribunale di Castrovillari che hanno attestato il regolare deposito in data successiva al dibattimento.
La Cassazione ha rigettato anche l’argomentazione difensiva circa una presunta incomprensione linguistica della richiesta delle forze dell’ordine a seguito dell’incidente stradale, ma vivendo da tempo in Italia, Ciolac era perfettamente in grado di comprendere il significato e le conseguenze del rifiuto dell’alcoltest.

La Cassazione ha inoltre ritenuto inapplicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la complessiva gravità della condotta tenuta dal rumeno.
I motivi di ricorso sono stati dunque tutti rigettati e qualcuno è stato dichiarato inammissibile.
La sentenza di condanna definitiva nei confronti del rumeno è stata pronunciata lo scorso 12 maggio dai giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte, e le motivazioni sono state depositate il 17 luglio.
Ciolac è stato ovviamente condannato anche alle spese processuali. direttore@altrepagine.it