
CASTROVILLARI – Una brusca virata procedurale ha segnato l’esito della pur brillante operazione antidroga condotta dai “baschi verdi” in forza alla guardia di finanza della Tenenza di Montegiordano lungo la Strada statale 106 jonica all’altezza del castello di Roseto Capo Spulico.
Dove Giuseppe Cipolla ed Egidio Cino erano stati arrestati nelle prime ore del 2 agosto per il preteso reato di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti oltre che di resistenza a pubblico ufficiale.
Poche ore dopo però, entrambi sono tornati in libertà, su ordine addirittura del magistrato di turno in Procura a Castrovillari.
I fatti
L’intervento delle fiamme gialle era scattato durante il loro pattugliamento sulla 106:
Cipolla e Cino, a bordo d’una Fiat Grande Panda presa a noleggio, avrebbero finto d’accostare al posto di blocco dopo che gli avevano alzato la paletta per poi ripartire a tutta velocità. E, nel corso della loro fuga, si sarebbero sbarazzati d’un borsone lanciandolo tra la vegetazione ai margini della strada, sotto un albero. All’interno della sacca i militari avevano poi trovato e sequestrato un consistente carico di droga:
oltre mezzo chilo di marijuana e oltre 2 chili d’hashish, destinati, secondo l’ipotesi accusatoria, allo spaccio al dettaglio.

Il Tribunale di Castrovillari
Le contestazioni e il nodo giuridico
Raggiunti e bloccati dalle pattuglie, per Cipolla e Cino era scattato il provvedimento restrittivo. Tuttavia, il quadro cautelare s’è incrinato al momento della verifica giuridica:
il magistrato titolare del fascicolo ha infatti rilevato l’assenza dei requisiti normativi stringenti per convalidare gli arresti d’urgenza, dal momento che, dalla disamina dell’operazione, è emerso che, allo stato degli atti, non ricorrevano i presupposti della flagranza o della quasi flagranza di reato, ragion per cui ne ha dunque ordinato il rilascio immediato. Le indagini sul carico di droga e sulla dinamica dei fatti proseguiranno nei confronti dei due indagati, ma a piede libero. redazione@altrepagine.it