di Pino Galoppino

CORIGLIANO-ROSSANO – Ci sono curiosità che nascono in maniera assolutamente legittima. Soprattutto quando la vanità politica sfocia in un presenzialismo continuo:

giacchetta ben stirata, camicia impeccabile, foto di rito e immancabile post per raccontare quanto tutto sia meravigliosamente sotto controllo.

Nulla di male, per carità. La politica ha bisogno anche di comunicazione, ma quando la comunicazione diventa “quasi” più importante dei risultati… qualche domanda è inevitabile.

E allora, visto che parliamo di persone che hanno fatto della politica un servizio, una missione, e, in alcuni casi, “quasi” una ragione di vita, sarebbe interessante conoscere anche il “conto” di questa lunga dedizione alla cosa pubblica.

Il riferimento è soprattutto all’area politica che fa capo all’assessore regionale Gianluca Gallo, autentico recordman di preferenze:

30.165 voti alle ultime Regionali, un consenso enorme costruito anche in un territorio tutt’altro che “semplice”, come quello della sua Cassano Jonio e della Sibaritide.

Un percorso politico-elettorale, il suo, attorno al quale “gravitano” da anni amministratori, componenti di strutture, sindaci e rappresentanti istituzionali. Tra questi, l’attuale sindaco cassanese Gianpaolo Iacobini, oltre a figure di primo piano della Provincia di Cosenza come il presidente Biagio Faragalli sindaco di Montalto Uffugo e l’assessore Giuseppe Turano di Corigliano-Rossano. E poi, via via, tanti, tantissimi personaggi “più in ombra”.

E allora perché non fare una cosa semplicissima?

Mettere in fila gli ultimi 10-15 anni e calcolare quanto hanno percepito complessivamente questi personaggi per i diversi incarichi ricoperti o meglio ricevuti.

Consiglieri regionali. Assessori. Componenti di strutture. Sindaci. Amministratori provinciali. Presidenza della Provincia. Deleghe. Gettoni. Indennità. Rimborsi, incarichi «di consulenza» non c’è nulla di scandaloso:

se la legge prevede un compenso, è giusto percepirlo, ma se la politica viene continuamente e giustamente raccontata come servizio, sarebbe altrettanto giusto raccontare ai cittadini quant’è costato questo servizio, e, soprattutto, quali risultati abbia prodotto.

Non servono insinuazioni. Servono documenti e una bella tabella:

nome, incarico, periodo, compenso e totale percepito.

Sarebbe forse il post più interessante dell’estate.

E visto che Ferragosto è alle porte, ci permettiamo persino una piccola richiesta ironica ai nostri instancabili protagonisti della comunicazione politica:

evitate, per una volta, i soliti post d’auguri, le foto sorridenti e i messaggi pieni di buoni sentimenti di chi si gode «il meritato riposo». Perché magari qualcuno, mentre voi siete al fresco, al ristorante o davanti a una bella tavola imbandita, a Ferragosto sarà al lavoro. E magari non avrà neppure il tempo di mettere il like al vostro post. Meglio, dunque, un bel messaggio istituzionale:

«Buon Ferragosto a tutti. Noi continueremo a lavorare per il territorio».

E qui, almeno, i cittadini potrebbero finalmente chiedere:

«Bene. Quanto v’è costato, e quanto ci è costato, questo lavoro?».

Una curiosità, niente di più. Anzi, considerando la quantità di foto che vediamo ogni giorno, potrebbe diventare persino il post più trasparente dell’estate. pino.galoppino@altrepagine.it