
CORIGLIANO-ROSSANO – Nuovo guaio giudiziario per il 26enne coriglianese Francesco La Macchia.
Il giovane, sotto processo per una serie di rapine compiute in città ai danni d’alcuni commercianti e non solo, in attesa delle prossime udienze che dovranno tenersi nei suoi confronti nelle aule del Tribunale di Castrovillari, dopo un breve periodo trascorso in carcere da tempo era stato assegnato dalla magistratura inquirente agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico di sicurezza e controllo nella sua abitazione dello Scalo coriglianese.
Ebbene, l’altra notte ha manomesso e tagliato proprio il dispositivo elettronico di controllo che gli era stato applicato a una caviglia rendendolo del tutto inservibile, e ciò ha fatto scattare l’intervento immediato dei carabinieri in forza alla Sezione radiomobile del Reparto territoriale:
l’allarme, scattato a seguito dell’interruzione del segnale del “braccialetto”, ha fatto snodare il tempestivo blitz dei militari dell’Arma.
Giunti sul posto, i carabinieri hanno constatato il danneggiamento del dispositivo, procedendo contestualmente al sequestro formale del materiale e all’avvio degli accertamenti del caso.
A seguito di tali accertamenti, per La Macchia è scattata una denuncia alla Procura di Castrovillari con le accuse d’evasione e danneggiamento, titolare del fascicolo d’indagine il sostituto procuratore Simona Manera che quella notte era il magistrato di turno.
Il 26enne ha confermato quale proprio difensore di fiducia l’avvocato Giuseppe Vena:
nonostante la gravità del gesto, l’autorità giudiziaria gli ha concesso di poter proseguire nella misura cautelare degli arresti domiciliari, condizionata all’immediata installazione d’un nuovo apparecchio elettronico di monitoraggio.

Il Tribunale di Castrovillari
Le rapine di cui è accusato e la richiesta di perizia psichiatrica
La Macchia, lo scorso 6 marzo aveva compiuto una rapina e una tentata rapina nello Scalo coriglianese, ma era stato subito individuato dai carabinieri, arrestato e condotto in carcere su disposizione del magistrato di turno in Procura a Castrovillari.
Tre giorni dopo, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale castrovillarese gli aveva concesso gli arresti domiciliari su richiesta dell’avvocato Vena.
Secondo le accuse, il giovane aveva dapprima messo a segno una rapina aggravata ai danni dei titolari d’una nota e frequentata pizzeria, e poco dopo aveva tentato un secondo colpo, questa volta prendendo di mira la borsa d’una ragazza del luogo.
All’indagato viene contestato anche il porto illegale dell’arma utilizzata per minacciare le vittime.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia svoltosi in carcere a marzo, il giovane aveva risposto alle domande del giudice, ricostruendo i fatti oggetto d’imputazione al fianco del proprio difensore.
L’evoluzione giudiziaria del caso si preannuncia tuttavia complessa.
A fronte della richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura, la difesa ha scelto di giocarsi la carta del rito abbreviato condizionato:
il processo si svolgerà dunque nelle forme del rito alternativo – che prevede lo sconto d’un terzo della pena in caso di condanna – ma i giudici dovranno prima attendere l’esito di una già disposta perizia psichiatrica.
All’uopo, il giudice ha già conferito l’incarico a un medico psichiatra quale consulente tecnico d’ufficio:
allo specialista è stato affidato il compito di fare luce su tre nodi cruciali per il destino processuale del 26enne, vale a dire, accertare se fosse capace d’intendere e di volere al momento dei fatti, stabilire se possieda l’attuale capacità di stare in giudizio, e, infine, valutarne l’eventuale pericolosità sociale.
Per conoscere l’esito della relazione medica e capire quale direzione prenderà il processo bisognerà attendere la fine dell’estate:
il 15 settembre, infatti, il consulente tecnico sarà ascoltato in aula.
La Macchia è sotto processo anche per un’altra rapina, compiuta due mesi prima dei fatti di marzo in una tabaccheria dello Scalo coriglianese, con la minaccia al tabaccaio d’un martello che brandiva in mano. direttore@altrepagine.it