TREBISACCE – Una notte d’inaudita violenza contro una donna. E poi una corsa contro il tempo tra la Calabria e la Puglia, conclusasi col blocco d’un uomo su una banchina del porto di Bari mentre tentava di lasciare l’Italia.

La povera Ornella Forastefano, 46 anni (nella foto a destra), di Cassano Jonio, è stata trovata senza vita davanti al Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Chidichimo” di Trebisacce, comune dove gestiva un noto bar assieme ai suoi due figli:

il corpo segnato dai feroci colpi di un’aggressione brutale, ferite e profondi traumi riportati su varie parti, in particolare al volto e alla nuca.

L’allarme è scattato immediatamente:

mentre i carabinieri della Tenenza trebisaccese, della sovraordinata Compagnia di Cassano Jonio e del Reparto investigativo del Comando provinciale di Cosenza avviavano i primi rilievi per ricostruire le ultime ore della vittima, le ricerche si sono concentrate sul compagno della donna, il 42enne Elvis Metvelaj (nella foto a sinistra).

L’uomo, cittadino albanese da anni residente nella Sibaritidearrestato nel 2008 e nel 2020, quindi già noto alle forze dell’ordine e alla giustizia per vicende legate al traffico di droga – s’era già messo in viaggio per coprire i circa 200 chilometri che lo separavano dallo scalo portuale del capoluogo pugliese, pronto a imbarcarsi per tornare nella sua patria.

A interrompere il suo piano è stata la tempestiva rete di comunicazione integrata tra i carabinieri calabresi e le forze di polizia pugliesi. Gli agenti della polizia di frontiera e della polmare l’hanno individuato e fermato a un passo dall’imbarco.

L’uomo si trova ora in carcere a Bari a disposizione dei magistrati della locale Procura, che dovrebbero chiedere la convalida del fermo per poi trasmettere gli atti ai colleghi della Procura di Castrovillari che dirigono e coordinano le indagini dei carabinieri.

Resta ancora fitta l’ombra sui dettagli del femminicidio:

la coppia da circa un mese conviveva ad Amendolara e la relazione, nata circa un anno fa, pare incontrasse la forte opposizione della famiglia della donna. Si dice che lei volesse lasciarlo, che volesse chiudere la storia, non è chiaro se per assecondare i desiderata dei propri familiari o se per ragioni autonome.

I Forastefano, come qui è noto a tutti, sono una feroce e spietata famiglia di ‘ndrangheta:

il padre di Ornella, Antonio Forastefano, è morto ammazzato nel 1999 davanti alla sua pescheria della Marina di Sibari, in un agguato consumatosi nel corso della guerra di ‘ndrangheta tra gli Abbruzzese e i Forastefano a cavallo tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila.

Il cugino della donna, Pasquale Forastefano detto L’animale o Il pazzo, considerato dai magistrati antimafia l’attuale carismatico “reggente” della famiglia, è attualmente detenuto al 41-bis con condanne pesantissime, altri esponenti della loro saga familiare sono in carcere, qualcuno sta scontando l’ergastolo per omicidi, di ‘ndrangheta ovviamente.

Gl’investigatori dell’Arma sono al lavoro per individuare la scena del crimine, stabilire se la donna sia stata uccisa nei pressi dell’ospedale trebisaccese o se sia stata trasportata lì in un secondo momento, e verificare l’eventuale impiego di un’arma per compiere il delitto, a seguito del belluino pestaggio.

Saranno l’autopsia (la salma è stata all’uopo già trasferita nell’istituto di Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro), l’analisi dei tabulati telefonici e l’esame dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza della zona a fornire le prime risposte decisive per definire l’esatta dinamica e il movente del femminicidio.

Le eventuali dichiarazioni delle prossime ore di Elvis Metvelaj, durante il suo interrogatorio, dovranno essere confrontate con gli elementi già raccolti, le immagini eventualmente disponibili e i dati ricavati dai telefoni.

Emerge una domanda, non “convenzionale”:

Elvis Metvelaj scappava più dalla giustizia italiana o più dalla famiglia Forastefano? direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.