
CORIGLIANO-ROSSANO – Potrebbe trattarsi d’un omicidio, o meglio d’un femminicidio. Carmela Bifano, 73 anni, residente alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano, ragioniera in pensione e proprietaria d’un appezzamento di terreno in contrada Torre Voluta a poca distanza dalla frazione di Villaggio Frassa, potrebbe essere stata colpita da un lancio di pietre, che ne avrebbe provocato la morte.
Sarebbe questa la pista investigativa più accreditata dai poliziotti in forza alla Squadra giudiziaria del Commissariato cittadino, della Squadra mobile di stanza nella Questura di Cosenza e della Scientifica, che dalle prime ore di questo pomeriggio indagano sul tragico ritrovamento del cadavere della povera donna proprio nel suo agrumeto di Torre Voluta.
Ad allertare la polizia è stato il marito della signora, un uomo originario della Sardegna col quale la Bifano era sposata da tanti anni. La coppia ha un figlio. Persone benestanti, lei non era originaria di Corigliano-Rossano, ma di San Giacomo d’Acri, viveva però a Corigliano da sempre. Una famiglia proprietaria d’agrumeti e di diversi immobili e appartamenti alla Marina di Schiavonea nella zona della “Perla jonica” dove abitava, alcuni dei quali negli anni affittati a turisti, ma anche a persone di nazionalità straniere.
Il consorte, insospettito dalla sua assenza, come avrebbe dichiarato, si sarebbe messo sulle sue tracce, e, una volta giunto sul posto, avrebbe fatto la tragica scoperta, con la donna che giaceva a terra oramai esanime e con macchie di sangue alla testa.
L’uomo avrebbe riferito ai poliziotti d’aver visto delle persone – più di una a quanto pare – allontanarsi dalla zona proprio mentre lui arrivava, ma di non aver saputo distinguerle. La posizione del marito è ora al vaglio degl’investigatori, che indagano anche nella sfera familiare della vittima.
Inutile l’intervento dei soccorsi del 118, con gli operatori sanitari che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Il quadro investigativo che ne starebbe delineando l’indagine per omicidio scaturisce da quelle evidenti lesioni al capo riscontrate durante il primo esame esterno del cadavere della 73enne, e dalla presenza d’alcune pietre.
Gl’inquirenti sul caso stanno mantenendo il massimo riserbo finalizzato a fare piena luce su quanto realmente accaduto alla donna.
Il magistrato di turno in Procura a Castrovillari ha già disposto l’autopsia, che verrà eseguita nelle prossime ore dal medico legale. Sarà proprio l’esame autoptico a chiarire con esattezza la natura delle ferite alla testa. A tal fine, la salma di Carmela Bifano è stata sottoposta a sequestro penale e trasferita nell’obitorio dell’ospedale cittadino “Nicola Giannettasio”. direttore@altrepagine.it