A capotavola naturalmente… il capo, mentre ai commensali Iacobini, Faragalli & Turano qualcuno ha chiesto il conto!

di Pino Galoppino
CORIGLIANO-ROSSANO – Alla fine è andata esattamente come pensavamo:
nessuna risposta dagli “uomini” dell’assessore regionale Gianluca Gallo.
Né il sindaco di Cassano Jonio Gianpaolo Iacobini né il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli e tantomeno l’assessore provinciale Giuseppe Turano, hanno risposto alla nostra legittima domanda di Ferragosto, anche se Ferragosto oramai è passato, trapassato e tracannato.
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E, dal momento che siamo nell’ultimo fine settimana d’agosto, a questo punto, probabilmente, non arriverà alcuna risposta.
La domanda era semplice, educata e soprattutto documentabile:
quanto hanno percepito, negli anni, tali figure politiche e istituzionali del nostro territorio, considerando non soltanto indennità e gettoni, ma anche incarichi, consulenze, nomine e collaborazioni presso enti ed apparati pubblici?

Gallo non ha problemi neppure quando piove: uno Iacobini che gli tiene l’ombrello lo trova sempre!
Da Iacobini, Faragalli e Turano solo silenzio, così come dal loro capo Gallo, ma non c’è problema. Anzi, diciamo che la mancata risposta è stata, per certi versi, già una risposta.
Quello che però vorremmo dire a chi pensa che queste domande possano cadere nel dimenticatoio è molto semplice:
non pensate che la gente sia stupida. E, soprattutto, non pensate che la gente dimentica.
Perché sulla trasparenza, sulle opportunità e sulle convenienze, ci torneremo. Eccome se ci torneremo. E magari lo faremo con la stessa calma con cui qualcuno oggi s’appresta a godersi un bel sabato sera e a seguire una bella domenica di fine agosto.
Una domenica che, immaginiamo, meriti d’essere festeggiata con tutti i comfort:
magari un bel pranzo di pesce fresco, un bicchiere di vino bianco frizzante, e, perché no, qualche foto ricordo.
Perché, diciamolo con la giusta dose d’ironia:
c’è chi può e c’è chi non può.
C’è chi oggi sarà al lavoro, dietro un bancone, in un cantiere, su un camion, in cucina, in un negozio o semplicemente a fare i conti per arrivare alla fine del mese. E poi ci sono quelli che, dopo essersi sacrificati tanto per tutti noi — foto dopo foto, selfie dopo selfie, inaugurazione dopo inaugurazione — possono concedersi qualche comfort in più. E ci mancherebbe.

Gallo-Faragalli: fu amore a prima vista…
Ironia a parte, è proprio questo il punto:
la politica dovrebbe tornare ad essere qualcosa in cui si dà prima di prendere. Dare tempo, energie, idee, coraggio. Metterci la faccia, anche quando non conviene. Prendere posizione, anche quando quella posizione può costare consenso. Invece sembra sempre più diffondersi una politica diversa:
quella dell’amico, dello strizzare l’occhio, del non disturbare troppo, del “non accusare te perché domani potresti aver bisogno di me”. Una politica del credito reciproco, “Io non attacco te, tu non attacchi me”, “Io evito di parlare di quella vicenda, tu magari domani eviti di parlare della mia”. E nel frattempo, tra un sorriso e una stretta di mano, le postazioni arrivano e il buonismo generale fa il resto. Poi ci meravigliamo se la gente s’allontana dalla politica. Forse perché sempre più cittadini hanno l’impressione che esista una politica nella quale qualcuno prende molto e rischia poco, mentre fuori dai palazzi c’è gente che lavora, paga tasse, apre negozi, chiude negozi, fa turni e spesso non può permettersi neppure quei piccoli comfort che altri considerano normalità. E allora buon sabato sera e buona domenica. Davvero. Godetevi il week-end.

Com’è oramai noto a tutti, per la Calabria l’assessore si fa un mazzo (d’origano) così!
Noi, invece, continueremo a fare il nostro mestiere. Senza tessere da difendere. Senza postazioni da conquistare. Senza amici da proteggere. E, soprattutto, senza paura di fare domande. Potremmo sbagliare, certo. E se sbaglieremo, correggeremo, ma non faremo finta di non vedere, per convenienza. Perché la gente non è stupida. E la memoria dei cittadini è molto più lunga d’un post sui social. Quindi nessun problema se nessuno ha risposto. La domanda resta lì. E prima o poi torneremo a bussare. Sempre con educazione. Sempre coi documenti. Sempre senza pregiudizi e senza condizionamenti. E magari, la prossima volta, qualcuno troverà il tempo di rispondere. Dopo il caffè, naturalmente… pino.galoppino@altrepagine.it