
CASSANO JONIO – “Caporalato”: associare il mio nome e quello della mia Amministrazione a questo gravissimo fenomeno è un’offesa grave e profonda.
Per come tutti hanno potuto constatare, dal 25 maggio dello scorso anno, vale a dire un istante dopo aver appreso l’esito delle elezioni amministrative, mi sono imposto il silenzio.
Un silenzio vigile, attento.
Anche se sono state tante, tantissime, le provocazioni cui sono stato sottoposto e che avrebbero meritato risposte severe e nette, ho preferito tacere.
L’ho fatto perché sono pienamente convinto del valore fondamentale del principio democratico in base al quale i vincitori di una competizione elettorale hanno il diritto-dovere di governare “in santa pace”, senza aggressioni e polemiche continue. Chiedevo il rispetto di questo principio quando le urne, più volte, si sono mostrate benevole nei miei confronti e, coerentemente, l’ho applicato in favore del vincente.
Sono stato zitto, inoltre, perché ho voluto che i cittadini maturassero una valutazione dell’operato dell’attuale amministrazione in maniera scevra da condizionamenti politici; quindi, senza voler offrire alcuna scusante ad ipocrisie vittimistiche, che, il più delle volte, sono la maschera di incapacità amministrative.
Tuttavia, l’ essere stato incautamente tirato in ballo – mediante il semplice accostamento del mio cognome ad una vicenda raccapricciante, illegale e vomitevole, qual è l’inchiesta sul caporalato che ha interessato il nostro territorio – mi impone di raccontare la verità!
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Si, dinanzi a vicende del genere, anche chi in passato ha indossato la fascia tricolore (ed oggi non ricopre alcun ruolo), ha il dovere di prendere posizione, di metterci la faccia.
La carica di primo cittadino non può esaurirsi in qualche reel che mostra una scenografia studiata e poco spontanea o, ancor peggio, in qualche laconica e stereotipata frase di rito.
Il ricoprire, o l’aver ricoperto, l’incarico di Sindaco richiede responsabilità e coraggio.
Perché quella fascia ha un peso, che grava anche quando non la si indossa più.
Perché quella fascia rappresenta il Popolo, libero e sovrano.
Voglio immediatamente sgombrare il campo da eventuali equivoci: sono garantista e non è mio compito valutare eventuali responsabilità penali. Questo è un compito rimesso alle Forze dell’Ordine e all’Autorità Giudiziaria, nei confronti dei quali nutro massima fiducia.
Anzi, con sincerità, spero che le persone coinvolte nella pesantissima inchiesta sul caporalato riescano a dimostrare la propria estraneità ai gravi addebiti loro mossi.
Ciò che posso e devo fare è esprimere liberamente il mio pensiero politico.
Si, perché c’è un problema politico enorme.
Però, bisogna andare con ordine e ripercorrere fasi salienti.
Il mio impegno contro ogni forma di sfruttamento, soprattutto a danno dei soggetti maggiormente vulnerabili, è testimoniata dalla mia lunga esperienza politica ed istituzionale, ma, soprattutto- cosa che più conta- , da atti amministrativi concreti ed inequivocabili. Che non consentono a nessuno- ed a nessuno permetterò- di adombrare dubbi.
La storia è storia, e non si cancella.
Ed infatti, già pochi giorni dopo la mia prima elezione a Sindaco, decisi di incentrare la notte bianca sul tema della legalità.
L’anno dopo, nel 2013, la stessa notte bianca venne dedicata proprio ai lavoratori migranti.
Si tenne un convegno dal titolo “Accoglienza e Integrazione”, al quale presero parte, tra gli altri, S.E. Mons. Nunzio Galantino, magistrati, esponenti del mondo sindacale e della Prefettura di Cosenza. Fu un chiaro segnale dell’impegno dell’Amministrazione per garantire un’accoglienza giusta, onesta e qualificata e per favorire un autentico processo di integrazione.
Nel corso della mia sindacatura ho regolarmente e legittimamente conferito la cittadinanza italiana a decine di cittadini stranieri che avevano maturato tutti i requisiti previsti dalla legge per ottenerla.
Queste persone non sono mai state da me utilizzate a fini elettorali. Anzi, in occasione delle elezioni comunali del 2025, ho semplicemente preso atto che quasi tutte scelsero di sostenere l’attuale sindaco Iacobini e, in particolare, una specifica candidata al Consiglio comunale dello schieramento dello stesso.
In occasione dell’assegnazione degli alloggi sociali realizzati nel quartiere di Sibari, circa 15 complessivamente, un terzo degli stessi fu legittimamente assegnato a cittadini di origine extracomunitaria che avevano acquisito la cittadinanza italiana, nel pieno rispetto dei requisiti e delle procedure previste dalla legge. Quelle famiglie vivono tuttora in quegli alloggi.
Di seguito elenco le principali attività realizzate nel corso della mia sindacatura nell’ambito delle politiche per l’accoglienza, l’integrazione e il contrasto al caporalato.
L’impegno del Comune di Cassano all’Ionio sui temi dell’accoglienza, dell’integrazione e, successivamente, del contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato si sviluppa nel corso degli anni attraverso una serie di progetti, interventi e collaborazioni con istituzioni, associazioni e realtà del Terzo Settore.
2012 – Recupero dell’ex Mattatoio e nascita del Centro Polifunzionale Kosmopolis
Già nel 2012 viene avviato il recupero dell’ex Mattatoio comunale, destinato a diventare il Centro Polifunzionale per immigrati “Kosmopolis”. La struttura rappresenta uno dei primi punti di riferimento sul territorio per le politiche di accoglienza, assistenza e integrazione rivolte alla popolazione migrante.
2014 – Il progetto SPRAR con CIDIS
Nel 2014 il Comune di Cassano all’Ionio, insieme a CIDIS Onlus, porta avanti il progetto SPRAR – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, consolidando una rete territoriale dedicata all’accoglienza e all’integrazione.
Nello stesso anno, in occasione della visita di Papa Francesco a Cassano all’Ionio del 21 giugno 2014, il sindaco Giovanni Papasso richiama espressamente il tema dell’immigrazione, descrivendo Cassano e la Piana come una terra storicamente segnata dall’emigrazione, ma divenuta allo stesso tempo luogo di accoglienza per numerosi immigrati. Un’impostazione che testimonia come il tema fosse già parte dell’indirizzo politico e amministrativo dell’epoca.
2017 – “Vivere Insieme. Oltre l’accoglienza”
Il 23 e 24 giugno 2017 Cassano ospita l’iniziativa “Vivere Insieme – Oltre l’accoglienza, percorsi condivisi di integrazione”, dedicata proprio ai temi dell’integrazione e della convivenza.
All’iniziativa partecipano, tra gli altri, il sindaco Giovanni Papasso, il vescovo mons. Francesco Savino, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, CIDIS e diversi rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’accoglienza.
2018 – Il Centro Kosmopolis affidato a CIDIS
Nel 2018 il Comune concede formalmente a CIDIS l’utilizzo del Centro Polifunzionale Kosmopolis, nell’ex Mattatoio di via Luigi Praino, per lo svolgimento delle attività e dei servizi rivolti agli immigrati. La concessione verrà successivamente rinnovata.
2020 – Su.Pr.Eme. Italia e il progetto “Diritti in Piana”
Nel 2020 si compie un ulteriore passaggio: dalle politiche generali di accoglienza e integrazione si arriva a interventi specificamente rivolti al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo dei migranti, particolarmente rilevanti nella Piana di Sibari.
Il Comune di Cassano all’Ionio, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Papasso, partecipa alla procedura promossa dalla Regione Calabria nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. Italia, presentando la propria proposta progettuale per interventi rivolti al contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato.
Il Comune risulta beneficiario del finanziamento per un importo di 591.353,58 euro.
Il progetto mette insieme più azioni: trasporto dei lavoratori agricoli, soluzioni abitative temporanee, informazione e orientamento, servizi di integrazione e recupero di immobili pubblici da destinare a finalità sociali.
È da questo progetto che prendono forma diversi degli interventi realizzati negli anni successivi.
giugno 2021 – “Bus in Piana”: trasporto per i lavoratori agricoli stranieri
L’obiettivo è particolarmente significativo nella lotta al caporalato: mettere a disposizione linee di trasporto dedicate ai braccianti significa offrire un’alternativa concreta alla dipendenza dai caporali anche per gli spostamenti da e verso i luoghi di lavoro. Tutto ciò è stato svolto e continua ad essere svolto attraverso un bus acquistato dal Comune, con autista e spese a carico del Comune stesso.
11 agosto 2021 – Protocollo d’intesa contro sfruttamento e caporalato
L’11 agosto 2021 viene sottoscritto presso il Comune un Protocollo d’intesa per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, rafforzando ulteriormente la rete territoriale.
Tra i soggetti coinvolti figurano il Comune di Cassano all’Ionio, rappresentato dal sindaco Giovanni Papasso, la Diocesi con mons. Francesco Savino, la CGIL, CIDIS e Comunità Progetto Sud, con il coinvolgimento anche di Strade di Casa.
L’idea alla base dell’iniziativa è quella di affrontare il fenomeno non attraverso singole azioni isolate, ma mediante una rete capace di coinvolgere istituzioni, Chiesa, sindacati e Terzo Settore.
2022 – Housing sociale nell’ex Mattatoio
Il 1° febbraio 2022 vengono consegnati i lavori di completamento di una parte dell’ex Mattatoio per la realizzazione di un intervento di Housing Sociale.
La struttura viene pensata come residenza temporanea e di transizione per migranti senza dimora, con cinque posti letto, cucina, soggiorno, tre camere e servizi, affiancando quindi agli interventi sul lavoro anche risposte concrete al problema dell’emergenza abitativa.
2 agosto 2022 – Il Polo Sociale Integrato nell’ex Pretura
Il 2 agosto 2022 vengono consegnati i lavori per il recupero di una parte dell’ex Pretura di Corso Cavour, nel centro storico di Cassano, destinata a diventare un Polo Sociale Integrato.
L’intervento, del valore di circa 153.000 euro, viene finanziato interamente attraverso le risorse del programma Su.Pr.Eme., sulla base della convenzione tra Regione Calabria e Comune di Cassano all’Ionio.
Il Polo viene concepito non soltanto come recupero di un immobile pubblico, ma come luogo nel quale concentrare servizi di assistenza, orientamento, accompagnamento e sostegno alle persone migranti, mettendo in rete le diverse realtà impegnate sul territorio.
A questi interventi si affiancano nel tempo ulteriori servizi di accoglienza, informazione e orientamento, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale capace di intervenire sulle diverse condizioni di fragilità e, soprattutto, di ridurre quei fattori – dalla mancanza di trasporto all’emergenza abitativa – che possono rendere i lavoratori più vulnerabili allo sfruttamento.
2025-2026 – Su.Pr.Eme. 2 e prosecuzione delle politiche territoriali.
Nel complesso, si tratta quindi di un percorso sviluppatosi nel tempo: dall’accoglienza e dall’integrazione dei primi anni alla costruzione di strumenti sempre più specifici per contrastare lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, intervenendo contemporaneamente su trasporto, casa, servizi sociali, orientamento e tutela dei lavoratori migranti.
EMEGENCY
Durante la mia sindacatura, di fronte alla presenza massiccia di cittadini extracomunitari sul territorio, presi contatto con Emergency e con Gino Strada, chiedendo un loro intervento per garantire assistenza sanitaria ai lavoratori migranti impegnati prima nella campagna peschicola e, successivamente, in quella agrumicola.
Per diversi mesi, nei pressi di contrada Garda, in uno spazio pubblico, fu presente un ambulatorio mobile di Emergency, al quale si rivolsero decine di migranti per ricevere gratuitamente cure e assistenza sanitaria.
Durante ogni anno della mia sindacatura, inoltre, d’intesa con CIDIS Onlus, veniva organizzata la Festa del Migrante, come momento di incontro, condivisione e integrazione. A una di queste iniziative partecipò anche don Luigi Ciotti.
Su questi temi ci ho sempre messo la faccia, senza mai chiedermi se la mia esposizione a favore dell’accoglienza, dell’integrazione e della tutela dei migranti potesse costarmi consensi elettorali. Ho sempre ritenuto che il rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti venisse prima di qualsiasi calcolo politico o elettorale.
Insomma, per come è evidente ed inconfutabile, avrò accarezzato poco le orchidee spontanee e non sarò stato bravo a registrare video emozionali, ma mi sono battuto con vigore per migliorare concretamente le condizioni di vita e di lavoro per coloro che vivono nel territorio di Cassano.
Ma andiamo al dato di natura prettamente politica.
Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, in un’ ottica di massima prudenza e cautela, nel corso della formazione delle liste elettorali, imposi ai candidati di presentare documentazione ulteriore rispetto a quella richiesta dalla legge anticorruzione: oltre al Casellario Giudiziale, imposi di presentare anche il certificato dei carichi pendenti ed una dichiarazione mediante la quale si affermava di non essere a conoscenza di alcun indagine a proprio carico.
Ovviamente, non mi sono trincerato in un mero formalismo documentale.
Anche lì dove da un punto di vista formale era tutto in regola, ma vi era un vocio popolare di illegalità, non mi sono recato. Non ho chiesto voti e non ho chiesto candidature a mio sostegno.
Purtroppo, queste cautele, nel corso dell’ultima competizione elettorale amministrativa, da alcuni sono state totalmente abbandonate.
Tutto ciò per un semplice motivo: si doveva mettere insieme tutto ed il contrario di tutto pur di sconfiggere una persona che non era neppure candidata. Quella persona, ovviamente, ero io!
Ed oggi, però, i fatti portano il conto e le contraddizioni esplodono, una dopo l’altra.
Certamente, almeno in questa vicenda, non si potrà addossare la colpa “a chi c’era prima”!
Ognuno deve assumersi le responsabilità e non aspettare che tutto passi e che la gente – che magari si cerca di distrarre- dimentichi il tutto.
Sarebbe troppo facile, ma non è possibile.
Ad ulteriore testimonianza della mia siderale distanza da alcuni fenomeni soccorrono, ancora una volta i fatti.
In relazione all’ex consigliera comunale citata dai media e molto impegnata a “parlare” di legalità, Rosellina Garofalo, tutti ricordano che la stessa si allontanò da me e passò all’opposizione dopo che il sottoscritto dispose un controllo sugli immobili di sua proprietà dati in locazione, guarda caso, a cittadini stranieri.
Eppure, anche in quella circostanza, ci fu il tentativo di demonizzazione del sottoscritto.
A suo avviso, ero io il problema! (Sic.)
Numerose sono state le deliberazioni con le quali, durante la mia sindacatura, ho disposto rigorosi accertamenti da parte della Polizia Municipale sulla presenza della popolazione straniera nel Comune di Cassano all’Ionio. Da tali verifiche emergeva una presenza fortemente fluttuante, con un significativo aumento di cittadini stranieri durante le campagne peschicole, agrumicole e olivicole e, seguito dal loro successivo spostamento verso altri comuni e territori anche di altri regioni in occasione di ulteriori campagne stagionali.
Purtroppo, non sempre era possibile censire in maniera puntuale la presenza dei cittadini immigrati sul territorio comunale. La vastità del territorio di Cassano all’Ionio e la natura spesso temporanea e stagionale di tali presenze rendevano particolarmente complessa l’attività di monitoraggio e controllo, con la conseguenza che alcune situazioni potevano sfuggire agli accertamenti degli organi preposti alla vigilanza.
Per onestà, ritengo doveroso ricordare anche il grande scrupolo con cui l’allora comandante della Polizia Municipale, architetto Anna Maria Aiello, seguiva le pratiche relative agli accertamenti anagrafici e al rilascio delle residenze.
Proprio per garantire la massima trasparenza e prevenire qualsiasi possibile irregolarità, disposi e pretesi che gli agenti incaricati di tali accertamenti ruotassero periodicamente, evitando che le verifiche fossero affidate sempre alle stesse persone e che “qualche vigile” potesse favorire eventuali residenze fittizie.
In numerosi interventi pubblici ho, inoltre, costantemente richiamato l’attenzione della cittadinanza e delle forze attive del territorio sull’importanza dell’accoglienza, dell’integrazione e del rispetto della dignità di ogni persona, condannando con fermezza ogni forma di discriminazione.
Spesso ho fatto riferimento ai nostri concittadini che, negli anni ’40 e ’50, raggiunsero le Americhe e, negli anni ’60, i Paesi europei e il Nord Italia.
Ripeto: il problema è politico. Censuro fortemente tutti coloro i quali, eventualmente, si siano macchiati del delitto dello sfruttamento e dell’umiliazione della persona umana. Censuro e condanno fermamente tali comportamenti. La Magistratura e le Forze dell’Ordine devono severamente completare le indagini e accertare quanto realmente accaduto. Se dovessero emergere responsabilità, le condanne dovranno essere severissime.
Non mi interessa il destino di consiglieri comunali o di singoli assessori: in questi casi ognuno deve interrogare la propria coscienza e comportarsi adeguatamente e conseguentemente.
A me interessa chi ha composto le liste: perché non ha tenuto alta l’attenzione? Perché si è imbarcato di tutto e di più? Perché il sindaco del “cambiamente” ha così facilmente concesso gli apparentamenti?
Sono gli stessi interrogativi che ho posto durante tutta la fase elettorale. Purtroppo sono rimasto inascoltato, finendo per diventare io stesso il problema. Ad oggi, però, i fatti mi danno ragione.
I fatti testimoniano, senza possibilità di essere smentiti, che chi ha professato il “cambiamente” si trova oggi dinanzi a un profondo fallimento. E, in questi casi, bisogna prenderne atto ed essere conseguenziali.
Giovanni Papasso redazione@altrepagine.it