di Brunello di Montegiordano

Ci sono momenti in cui la politica in Calabria sembra impegnarsi più a nascondere la realtà che ad affrontarla.

Si prova a coprire ciò che accade in un territorio con qualche post sui social, un evento di facciata, uno slogan ben confezionato, una foto “studiata” nei minimi dettagli.

Si costruisce l’immagine, si cura la cornice, si racconta una realtà possibilmente senza crepe. E così, a volte, i problemi finiscono sotto una camicia ben stirata, dentro una giacca impeccabile, dietro un’acconciatura sempre perfetta e davanti a una macchina fotografica pronta a immortalare il momento giusto, ma la foto non cambia la realtà. E allora anche quei calici di vino ostentati a più non posso nelle recenti manifestazioni rischiano, alla lunga, di risultare indigesti. Non perché un brindisi sia un problema in sé, ma perché fuori dall’inquadratura perfetta esiste una comunità che spesso ha problemi molto “più concreti” da affrontare.

La gente non chiede solo eventi, sorrisi, brindisi e foto ben costruite. Chiede risposte. Chiede servizi, prospettive, lavoro, sicurezza, attenzione. Chiede che qualcuno si occupi della realtà quando le telecamere si spengono e i calici tornano sui tavoli. Perché mentre qualcuno cerca l’inquadratura perfetta per farsi fotografare, c’è chi cerca semplicemente una soluzione ai problemi di ogni giorno.

Il vero nodo, spesso, è proprio lì:

nella mancanza di coraggio a disarcionare quelle problematiche ataviche che continuano a condizionare la vita delle comunità. Questioni che tutti conoscono, che molti denunciano, ma che pochi hanno davvero il coraggio di affrontare fino in fondo. Perché affrontare i problemi significa scegliere. E scegliere significa inevitabilmente scontentare qualcuno.

È molto più semplice distribuire incarichi, occupare postazioni, costruire equilibri, coltivare consenso e cercare, con una certa ingordigia politica, di accaparrarsi tutto ciò che può essere accaparrato. Postazioni di comodo. Poltrone. Ruoli. Visibilità. E mentre la politica si occupa di sistemare le proprie pedine, il territorio resta spesso alle prese con le stesse difficoltà di sempre.

Non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di coraggio politico. Perché amministrare non significa soltanto esserci nelle fotografie. Significa anche avere il coraggio di sgualcirsi la camicia e sporcarsi le mani quando è necessario mettersi davvero al lavoro. Perché alla fine, un territorio non ha bisogno di una politica capace soltanto di alzare calici. Ha bisogno di qualcuno disposto ad alzare la testa, guardare i problemi negli occhi e affrontarli. brunellodimontegiordano@altrepagine.it