CATANZARO – Deve rimanere in cella nel carcere di Castrovillari dov’è rinchiuso dallo scorso 19 agosto. Per il 76enne Pietro Scintu, pure il collegio giudicante del Tribunale del riesame di Catanzaro, che ha valutato il ricorso e le relative motivate argomentazioni della difesa incarnata dagli avvocati Leonardo Graziadio ed Emanuela Capparelli, ha deciso riconoscendo la piena sussistenza delle esigenze cautelari.

Confermando la custodia in carcere come l’unica misura proporzionata alla ferocia del massacro della moglie 73enne Carmela Bifano, ammazzata con otto colpi di pietra alla testa il giorno prima che il magistrato inquirente della Procura di Castrovillari, Anastasia Angrisani, ordinasse il fermo d’indiziato di delitto dell’anziano ai poliziotti del Commissariato di Corigliano-Rossano che fianco a fianco con la titolare del fascicolo stanno conducendo le indagini “sul campo” relative al gravissimo fatto di sangue avvenuto nell’agrumeto di famiglia a Torre Voluta, rurale e isolata contrada coriglianese della città jonica.

La misura carceraria, per come ha insistito il pubblico ministero durante l’udienza di riesame tenutasi martedì mattina, sarebbe l’unica necessaria a scongiurare il pericolo di reiterazione di condotte violente nell’ambito relazionale da parte di Scintu – accusato del femminicidio della consorte – e ciò ha trovato riscontro nell’ordinanza dei tre giudici catanzaresi. Che hanno perciò rigettato le richieste formulate dagli avvocati difensori dell’indagato tendenti all’annullamento o alla riforma dell’ordinanza applicativa della misura cautelare ch’era stata emessa nei confronti dell’uomo il 22 agosto da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Luca Fragolino.     

Il Tribunale di Catanzaro

Gli avvocati Graziadio e Capparelli avevano sollecitato la liberazione di Scintu perché da parte loro gli elementi indiziari finora raccolti a carico dell’uomo sono ritenuti insufficienti, ma, in subordine, avevano richiesto una misura cautelare più mite, proponendo gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico di controllo e di sicurezza in una delle case di proprietà della famiglia Scintu-Bifano alla Marina di Schiavonea a Corigliano-Rossano, oppure nel suo comune d’origine – Cabras in provincia di Nuoro – facendo leva sull’età avanzata dell’indagato, sul suo fragile quadro cognitivo e sul suo generale stato di salute, particolarmente precario.

Dall’indagine, che procede in uno stretto riserbo da parte di Procura e polizia, finora non è trapelata alcuna notizia circa le analisi scientifiche effettuate sui pantaloni e sulle scarpe che Scintu indossava quella mattina e subito finiti sotto sequestro:

l’uomo venne trovato lì a torso nudo dai poliziotti dopo la sua chiamata d’emergenza in cui denunciava d’avere trovato la moglie cadavere in una pozza di sangue. La maglietta, invece – che l’indagato ha raccontato d’avere appeso al ramo d’un albero per via del caldo eccessivo di quel giorno – non è mai stata trovata per essere anch’essa sottoposta alle necessarie analisi investigative di tipo scientifico.

La polizia sui luoghi dell’orrendo crimine

L’unico dato ch’è filtrato è relativo a un filone investigativo che gl’inquirenti locali avrebbero aperto in Sardegna, la terra d’origine di Scintu.

La pista sarda s’era già affacciata nelle scorse settimane e ne avevamo dato conto in cronaca (Le scioccanti rivelazioni dell’inquilino sardo del marito di Carmela):

evidentemente, Procura e polizia stanno approfondendo ogni aspetto legato a quelle inquietanti rivelazioni, insieme a quelli relativi ad un’altra strana vicenda entrata nelle carte dell’intricata indagine che potrebbe riservare nuovi sviluppi e colpi di scena. direttore@altrepagine.it       

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.