CATANZARO – A distanza d’oltre dieci anni dallo scoppio della maxi-inchiesta condotta dalla Procura di Castrovillari allora diretta da Eugenio Facciolla e dalla guardia di finanza della Compagnia di Corigliano Rossano, 19 persone sono ancora e tuttora a processo per reati commessi nell’esercizio delle loro pubbliche funzioni di dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza nel Distretto sanitario di Corigliano-Rossano, i cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Per 9 di loro – tra medici, tecnici, infermieri ed impiegati amministrativi – il 21 aprile 2016 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari fece scattare la misura cautelare degli arresti domiciliari, per altri 3 l’obbligo di firma nella caserma della finanza.

Sono tutti accusati di truffa ai danni dello Stato e false attestazioni, poiché ritenuti responsabili di reiterate condotte d’assenteismo ed abbandono del posto di lavoro a conclusione di sei mesi d’indagini che avevano ricostruito le loro presunte condotte illecite:

in orario di servizio si sarebbero allontanati per svolgere attività private.

All’esito delle attività investigative, era emerso che avrebbero abbandonato con frequenza quasi quotidiana il posto di lavoro dopo avere registrato la presenza in servizio per fare acquisti nei negozi della città oppure per dedicarsi a servizi personali, ad esempio per riparare l’autovettura dal meccanico o per passeggiare per le vie della città o sul lungomare.

Centinaia d’ore lavorative sarebbero state falsamente attestate come effettuate – e quindi pagate dall’Asp – per prestazioni da loro in realtà mai svolte.

Alcuni avrebbero agito anche in accordo tra loro, scambiandosi reciprocamente il favore della timbratura del cartellino, consentendo ai colleghi d’arrivare in ritardo in ufficio, o, in alcuni casi, di non presentarsi sul posto di lavoro.

A seguito di pedinamenti e video-registrazioni sarebbero stati rilevati gli spostamenti e le attività dei pubblici dipendenti nonché le irregolari timbrature dei cartellini-presenza.

Ecco chi sono gli imputati

Fabio Graziano, 61 anni, di Corigliano-Rossano;

Patrizia Pisano, 60, di Corigliano-Rossano;

Agostino Sapia, 72, di Corigliano-Rossano;

Luigi Antonio Salatino, 64, di Corigliano-Rossano;

Antonio Monteforte, 66, di Corigliano-Rossano;

Domenico Celestino, 68, di Mirto-Crosia;

Olga Santoro, 58, di Cariati;

Adalgisa Adimari, 72, di Corigliano-Rossano;

Maria Grillo, 64, di Corigliano-Rossano;

Adriano Gabriele, 72, di San Demetrio Corone;

Francesca Citriniti, 63, di Corigliano-Rossano;

Angiolina Romano, 70, di Corigliano-Rossano;

Giuseppe Campana, 56, di corigliano-Rossano;

Domenico Via, 69, di Corigliano-Rossano;

Anna Bauleo, 64, di Corigliano-Rossano;

Luigi Chidichimo, 57, di Corigliano-Rossano;

Sergio Piattello, 65, di Corigliano-Rossano;

Maria Campana, 70, di Corigliano-Rossano;

Marialuisa De Marco, 49, di Acri.

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Il processo di secondo grado nei loro confronti è stato fissato nei giorni scorsi e si terrà il prossimo 25 novembre dinanzi ai giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro.

I 19 imputati sono difesi dagli avvocati Nicola Filardo, Giovanni Bruno, Antonietta Cicala, Francesco Calabrò, Pierpaolo Cassiano, Antonio Russo, Roberto Parise, Raffaele Santoro, Ettore Zagarese, Cataldo Stasi, Maurizio Minnicelli, Gisberto Spadafora, Leonardo Trento, Francesco Nicoletti e Domenico Sommario. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.