
CASTROVILLARI – Un’escalation di soprusi, violenze fisiche e sessuali durata un anno e mezzo, prima di sfociare nell’arresto. Il pubblico ministero della Procura di Castrovillari, Sergio Cordasco, ha avanzato la richiesta di giudizio immediato nei confronti del 31enne coriglianese di Corigliano-Rossano Davide Romio detto Il mappo.
Il giovane dovrà rispondere di ben sette capi d’imputazione che tratteggiano un quadro d’estrema gravità.
La data fissata per la comparizione davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Fragolino, è il prossimo 8 ottobre.
Secondo quanto denunciato dalla sua ex convivente – pure lei 31enne – e ricostruito dai carabinieri del Reparto territoriale e dal magistrato inquirente, la giovane donna sarebbe stata vittima di maltrattamenti sistematici a partire dal mese di gennaio dell’anno scorso. Un incubo culminato lo scorso 3 luglio, quando, durante un violento diverbio, la donna era stata raggiunta da una raffica di pugni alla testa, riportando lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. Poi era scattata la denuncia della vittima e il consequenziale arresto del ritenuto responsabile in forza del cosiddetto codice rosso.
A pesare sulla posizione del trentunenne coriglianese v’è anche l’accusa d’estorsione:
la vittima sarebbe stata ripetutamente aggredita con calci, schiaffi e persino minacciata con un coltello da cucina puntato al braccio per costringerla a consegnargli somme di denaro, che Romio avrebbe impiegato per acquistare sostanze stupefacenti.

Il Tribunale di Castrovillari
Il fascicolo della Procura include inoltre due distinti episodi di violenza sessuale:
nell’estate del 2025 la vittima sarebbe stata bloccata per le braccia e costretta a subire un rapporto contro la sua volontà e lo scorso mese di giugno Romio l’avrebbe immobilizzata da dietro, spingendole il volto sul materasso per consumare un rapporto anale forzato, questo sempre secondo quanto denunciato dalla presunta vittima.
Nel bilancio dei reati contestati rientrano infine la resistenza a pubblico ufficiale e il porto abusivo d’armi:
all’arrivo dei carabinieri — allertati per l’ennesima lite domestica — Romio aveva opposto una feroce resistenza, spintonando i militari e colpendone uno alle braccia nel tentativo di darsi alla fuga. La perquisizione aveva poi portato al rinvenimento, all’interno d’un borsello, d’un coltello a serramanico lungo 16 centimetri non autorizzato.
Romio, attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico di controllo e sicurezza, si presenterà in aula il mese prossimo col suo legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Vena. direttore@altrepagine.it