
Avv. Giuseppe Zumpano
Giorno 30 settembre scorso, assistendo a una celebrazione della figura del nostro illustre conterraneo San Nilo di Rossano, ho avvertito il dovere civile e intellettuale di offrire una riflessione a margine degli interventi proposti. Un tentativo di dialogo che, purtroppo, non ha trovato lo spazio formale per essere espresso.
Essendo un vecchio avvocato in pensione, conosco il valore del rispetto delle competenze; ma conosco altrettanto bene il valore dei fatti documentati. Se ho avvertito l’esigenza di offrire un contributo, non è stato per un esercizio di vana supponenza, ma per difendere la memoria di San Nilo da un duplice, involontario riduzionismo che rischia di svilirne la monumentale statura storica.
Da un lato, vi è il rischio di confinare questo gigante del Medioevo europeo entro i margini di un bozzettismo folklorico o di un’aneddotica di superficie. Ridurre San Nilo a una galleria di frammenti di vita privata o di curiosità popolari significa operare una narrazione che intrattiene il pubblico ma ne offusca l’immensa cultura ecumenica e la raffinata formazione teologica e filosofica.
Dall’altro lato, si cede talvolta a un devozionismo acritico che interpreta in modo rigidamente letterale i tòpoi della letteratura agiografica medievale, come le sue asserite e continue lotte contro il diavolo. La moderna storiografia scientifica – da Enrica Follieri ad Augusta Acconcia Longo – ha ampiamente dimostrato che il demonio, nella Vita scritta dall’allievo Bartolomeo, non è un personaggio da rappresentazione teatrale, ma la formidabile metafora teologica delle tentazioni del potere, del compromesso politico e della vanagloria. Trattare la demonologia niliana come cronaca spicciola significa privarla del suo profondo valore spirituale ed esegetico.
San Nilo non appartiene al folklore locale, né a una visione angustamente confessionale. Al tramonto del primo millennio, egli si trovò drammaticamente al centro dei destini geopolitici d’Europa, nel punto di rottura e convergenza tra l’asse imperiale sassone-tedesco e il mondo orientale-bizantino.
La sua vera grandezza si manifestò nel 998 a Roma, nell’esercizio della più pura parresia: la franchezza evangelica dinanzi al potere. Mentre il giovane imperatore Ottone III e il papa Gregorio V consumavano una vendetta spietata e cruenta contro l’antipapa Giovanni Filagato, Nilo – vecchio, privo di armi, ma forte di una statura morale immensa – sfidò apertamente entrambi. Rifiutò con sdegno le lusinghe, gli onori e le promesse di munificenze imperiali. Non cercava alleanze, ma la giustizia. Chiese pietà per il perseguitato e, con audacia profetica, ammonì Ottone III non per calcolo politico, ma per salvargli l’anima, preconizzandogli quella fine imminente che avrebbe colto il sovrano di lì a pochi anni.
La storia di San Nilo è scritta nei codici studiati da accademici del calibro di Andrea Luzzi o del compianto professor Filippo Burgarella. Rossano ha avuto il privilegio di approfondire scientificamente queste coordinate grazie alla straordinaria stagione dell’IRACEB, sotto la presidenza dello stesso Burgarella e l’indimenticabile direzione dell’insigne professor Giovanni Sapia. La dolorosa fine di quell’esperienza di alta cultura scientifica ci impone oggi un dovere morale: non possiamo sostituire il rigore di quel glorioso Istituto con la narrazione spicciola o con il moralismo da parrocchia.
Rivendicare la centralità di questa visione rigorosa, documentata e professionally etica non significa sopraffare le altrui conoscenze, ma onorare l’eredità intellettuale che i nostri maestri ci hanno lasciato. La storia, fortunatamente, non si fa con i veti o con le contingenze del momento: si fa con i documenti, con lo studio e con il coraggio della memoria.
Nota storiografica di riferimento:
- G. Sapia, L’I.R.A.C.E.B. e gli studi bizantini a Rossano, in Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata.
- F. Burgarella, San Nilo e il suo tempo, edizioni IRACEB.
- A. Luzzi, La «Vita» di San Nilo da Rossano tra genere letterario e biografia storica, Roma.
- E. Follieri, Byzantina et Italograeca: studi di filologia e di paleografia, Roma.