Si tratta dell’ex fidanzatino: condannati in via definitiva la madre e il compagno della ragazzina

CATANZARO – Si chiude dopo oltre dieci anni d’iter giudiziario, e con una formula d’assoluzione piena, una torbida vicenda che ha avuto come protagonista un giovane di Mirto-Crosia. Accusato di prostituzione minorile e violenza sessuale nei confronti della sua ex fidanzatina – all’epoca dei fatti minorenne –, il giovane è stato assolto dalla Corte d’Appello di Catanzaro perché «il fatto non sussiste».

L’intricata storia risale al 2014, quando la ragazzina, allora quindicenne, s’era trasferita a Mirto assieme alla madre.

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, la ragazzina era finita al centro d’un grave contesto di sfruttamento architettato proprio all’interno delle mura domestiche:

la madre e il nuovo compagno facevano infatti accedere nell’abitazione diversi ragazzi con lo scopo di far prostituire la minore in cambio di denaro o altro.

A distanza di tempo, la minore era riuscita a trovare il coraggio di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri.

Dalle sue dichiarazioni iniziali erano emersi anche i riferimenti al suo fidanzatino dell’epoca, accusato successivamente d’aver preso parte alle condotte e d’aver commesso violenza sessuale nei suoi confronti.

Il percorso giudiziario per il ragazzo s’era rivelato da subito in salita:

sia in primo grado che nel successivo processo d’appello, il giovane era stato condannato alla pena di 3 anni e dieci mesi di reclusione, ma i suoi avvocati avevano impugnato il verdetto ottenendo l’annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione, che aveva disposto il rinvio ad un nuovo giudizio d’appello.

Nel frattempo, la posizione della madre della ragazza, del patrigno e d’altri soggetti coinvolti nella rete di sfruttamento era già stata definita in separata sede con sentenze di condanna adesso definitive.

Nel corso del processo-bis celebrato nei giorni scorsi a Catanzaro, la Procura generale aveva avanzato la richiesta d’ascoltare nuovamente la vittima per riaprire l’istruttoria dibattimentale. La difesa s’è opposta fermamente all’ulteriore audizione della denunciante.

Accogliendo l’opposizione della difesa e valutando i nuovi motivi d’appello presentati dai difensori dell’ex fidanzato, i giudici di secondo grado hanno rigettato l’istanza della pubblica accusa, e, al termine della camera di consiglio, hanno ribaltato le precedenti sentenze di condanna, assolvendo il giovane da ogni addebito nei suoi confronti. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.