CATANZARO – I giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro (presidente Mariarosaria Migliarino, a latere Barbara Elia e Rita Bosco) hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e disposto l’immediata liberazione del 36enne di Cassano Jonio Gianfranco Arcidiacono

indagato nella maxi-inchiesta “Gentlemen 2“ condotta dalla Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri su traffici nazionali, internazionali ed intercontinentali di droga d’ogni genere, che la mattina del 5 giugno scorso ha visto finire agli arresti 25 persone perlopiù di Cassano Jonio e di Corigliano-Rossano, per effetto dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari richiesta dai pubblici ministeri antimafia e spiccata dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Arianna Roccia.

Arcidiacono è ritenuto partecipe alla presunta associazione per delinquere dedita al narcotraffico guidata da esponenti della “supercosca” di ‘ndrangheta Abbruzzese-Forastefano di Cassano. Nei confronti di Arcidiacono, i giudici della libertà hanno inteso di valorizzare le istanze difensive esposte durante l’udienza di ieri da parte dei suoi avvocati difensori, Marco Rosa e Domenica Napoli del foro di Castrovillari.

Per effetto del pronunciamento dello stesso collegio del Tribunale del Riesame, passa invece dal carcere agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico il 25enne coriglianese Francesco Carmine Lombisani, indagato nella stessa inchiesta e difeso dall’avvocato Antonio Fusaro del foro di Castrovillari. Fino a poco fa, però, Lombisani era ancora detenuto in carcere a Cosenza, sembrerebbe proprio per l’indisponibilità del braccialetto elettronico.

Dal carcere agli arresti domiciliari pure il 60enne di Rende Davide Aiello, difeso dagli avvocati Franz e Mattia Caruso del foro di Cosenza. redazione@altrepagine.it 

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