Dalle carte dell’Antimafia relative all’ultima indagine nella Sibaritide, emerge un’interessante intercettazione effettuata soltanto pochi mesi prima del caso di “lupara bianca”

CORIGLIANO-ROSSANO – Il 43enne coriglianese Cosimo Rosolino Sposato (foto) svanisce nel nulla, inspiegabilmente, dalla popolosa frazione di Cantinella a Corigliano-Rossano dov’era stato visto per l’ultima volta e dove fu trovata la sua motocicletta regolarmente parcheggiata, il 1° luglio del 2019, esattamente quattro anni fa.

È un soggetto incensurato, ma, secondo le fonti investigative locali del tempo, assai vicino alla criminalità organizzata locale. 

Sin da subito, infatti, la sua misteriosa “sparizione” fu rubricata come un nuovo caso di “lupara bianca” ad opera della ‘ndrangheta. Oggi la sua figura riemerge “in vita” dalle carte della maxi-inchiesta giudiziaria “Athena”, che ieri mattina ha visto finire agli arresti 68 persone per effetto dell’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Sara Mazzotta, e che vede 82 complessivi indagati dalla Procura distrettuale Antimafia catanzarese diretta da Nicola Gratteri.

Si tratta di un’interessante intercettazione telematica e ambientale, che “ritrae” Sposato mentre dialoga con Nicola Abbruzzese alias “Semiasse”, il 43enne ritenuto reggente della famiglia ‘ndranghetista degli zingari di Lauropoli di Cassano Jonio, tra i destinatari dell’ordine d’arresti di ieri.

È il 18 gennaio del 2019 e mancano un paio di minuti alle 20. Ad essere sottoposto all’intercettazione da parte dell’Antimafia è Abbruzzese, che si trova in casa sua nel famigerato quartiere delle case popolari di Via Timpone Rosso a Lauropoli. Semiasse sta aspettando proprio la visita di Sposato.

Nicola Abbruzzese

Scrive, in proposito, il gip: 

«Un importante dialogo avvenuto tra Abbruzzese Nicola e Sposato Cosimo Rosolino, (soggetto, per come noto, scomparso per cosiddetta “lupara bianca” nel mese di luglio 2019).

Quest’ultimo, all’epoca dei fatti in trattazione, era verosimilmente delegato a trafficare stupefacenti nell’area coriglianese, e, pertanto, era giunto a casa di Abbruzzese per versare, si ritiene, i proventi della vendita dello stupefacente cedutogli proprio dal clan, in conto vendita.

In realtà, dal dialogo, trapelava che Sposato consegnava due somme di denaro provento di altrettante attività illecite.

La prima somma di 9.500 euro per parziale estinzione di un debito di droga attestato sui 44.000 euro.

La seconda somma, pari a 1.800 euro, per parziale estinzione di un debito ammontante a 4.500 euro, riconducibile a probabili truffe organizzate per l’assunzione dei cosiddetti “falsi braccianti”».

L’intercettazione e il pressing per quei 37.200 euro mancanti all’appello

Abbruzzese: «Quindi sono nove e cinque tutti? Quelli delle PostePay l’hai ritirati Cosimì?»

Sposato: «Ho ritirato i miei e quelli di tuo cognato! … Ho fatto il giro… Perché la gente lavorava pure e non c’era…»

Abbruzzese: «E non li hai ritirati?»

Sposato: «Eh… Eh… Mille e otto!»

Abbruzzese: «… Tutto, sono tutti mille e otto!»

Sposato: «…Eh… eh… Mille e otto!»

Abbruzzese: «Allora… Abbiamo fatto i conti… Sono sei persone!»

Sposato: «Nove per cinque… Quarantacinque!»

Abbruzzese: «Quattromila e cinque mi devi portare a me!»

Sposato: «E in più… C’è quell’altro…»

Abbruzzese: «Che te li devi prendere tu!»

Sposato: «Sì! … Sì! … Va bene! … L’altro giorno gliel’ho detto…»

Abbruzzese: «Dimmi una cosa… Domani sera ce la fai?»

Sposato: «Per le PostePay? È difficile!»

Abbruzzese: «Allora tu quanti sono mo’ questi? … Conta!»

Sposato: «Mille e otto!» (in sottofondo rumore tipico di conteggio di denaro)

Abbruzzese: «E diciotto! … Mancano ancora… Altre… Mille e otto per arrivare a quattro e cinque? Quattro e cinque meno mille e otto… Eh… Sono tremila… Duemila e sette! Altri duemila e sette mi devi portare… e in più i novecento che ti devi prendere tu!»

Sposato: «Sì, va bene!»

Abbruzzese: «Mo’… Erano quarantaquattro… Meno nove e cinque rimangono? Quarantaquattro meno nove e cinque? Trentaquattro e cinque! … Rimangono! … Tieni! … Tieni! … Com’è tutto a posto? Sta vendendo questa? A quanto gliela passi? A quanto?»

(i due abbassano sensibilmente il tono della voce e la conversazione risulta incomprensibile, continuano a parlare, ma il discorso è percettibile solo a tratti, si comprende che continuano a parlare di soldi e che Abbruzzese Nicola riferisce a Sposato che per lunedì sera deve “portare” a terza persona il messaggio, successivamente si salutano).

Nemmeno cinque mesi e mezzo dopo, Sposato sparisce nel nulla, l’Antimafia ritiene sia stato “eliminato”, ma i suoi resti a distanza di quattro anni non sono mai stati trovati.

Eliminato perché?

C’entrano qualcosa quei debiti di droga e truffe, o c’è pure dell’altro? direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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