Nei prossimi giorni la Procura conferirà gl’incarichi per l’autopsia e la consulenza balistica sul cadavere del pregiudicato 49enne ammazzato a colpi d’arma da fuoco 

CORIGLIANO-ROSSANO – Quell’ultimo messaggio. Visualizzato sul display del suo smartphone, prima d’allontanarsi dalla rivendita di motociclette sulla Statale 106 del suo vecchio amico, dicendogli che sarebbe ritornato dopo una decina di minuti e lasciando proprio lì il telefono, forse fingendo d’averlo dimenticato per la fretta.

Trascorse tante decine di minuti, però, Carmine Morello alias ‘U Righiarar, la mattina dello scorso 9 agosto non s’era più visto né dal suo amico né altrove. Sparito. E ricomparso cadavere, ieri mattina, in una campagna semi-sperduta dove proprio quel giorno era stato ammazzato (leggi QUI).

Per l’omicidio di stampo ‘ndranghetista del 49enne pregiudicato rossanese, nel registro degl’indagati della Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro al momento non comparirebbe alcun nome. Sulle indagini, le bocche sono serrate tanto negli uffici giudiziari inquirenti quanto da parte degli esperti investigatori dell’Arma dei carabinieri in forza alla Sezione operativa del Reparto territoriale, diretti dal neo tenente colonnello Marco Filippi.

Le auto dei carabinieri in contrada Stranges

Uno dei pochi elementi trapelati è l’esistenza di quel messaggio (non si sa di che tipo) ricevuto da Morello: 

«Vieni senza telefono ed evita di farti vedere»

I carabinieri della Scientifica sul posto

Ucciso proprio nel luogo dov’è stato trovato cadavere

Da parte di chi indaga il luogo dell’appuntamento è senz’alcun dubbio proprio quello dove ‘U Righiarar è stato trovato cadavere, dopo 26 giorni, in avanzato stato di decomposizione, gettato in un dirupo tra la boscaglia e i fitti rovi spinosi di quell’isolata campagna nella contrada Stranges di Corigliano-Rossano, ai confini coi comuni di Mirto-Crosia e Cropalati. A una quindicina di metri di distanza dalla sua motocicletta da enduro nascosta sotto un cumulo di vecchie lamiere ed altre ferraglie arrugginite che in quel posto già giacevano da chissà quanto tempo.

Il luogo in cui è stato trovato il cadavere

Morello evidentemente conosceva il posto e già sapeva dove doveva andare quando è stato convocato a quell’importante incontro lontano da orecchie ed occhi indiscreti e (solo in teoria) finalizzato a chissà cosa. Ad attirarlo nella trappola mortale, sicuramente un “compare” di cui ‘U Righiarar si fidava, perciò lui, in sella alla moto, disarmato e senz’alcuna precauzione, c’è andato senza problemi.

Morello è arrivato, s’è levato il casco al cospetto di coloro che non pensava minimamente fossero i suoi assassini ed è stato fulminato da una scarica di proiettili a distanza ravvicinata.

La moto sotto le lamiere e nel riquadro il volto dell’ucciso

Le indagini dei carabinieri

Dopo la denuncia di scomparsa dei familiari, i detective dell’Arma hanno cominciato le ricerche partendo proprio dallo smartphone di Morello, recuperato e sequestrato nella rivendita di motociclette dell’amico di ‘U Righiarar, che l’aveva incontrato per ultimo.

Sono seguiti gl’interrogatori dei suoi congiunti, l’analisi dei tabulati telefonici e dei dati contenuti nello smartphone e l’esame delle immagini registrate dagl’impianti di video-sorveglianza disseminati lungo la Statale 106. E gli elementi raccolti, senz’alcun tipo di segnalazione da parte di nessuno, ieri mattina hanno condotto i carabinieri proprio in quella campagna desolata di contrada Stranges.

La sede del Comando del Reparto territoriale dell’Arma

L’accurata ispezione del luogo successiva al rinvenimento della moto e del cadavere di Morello, ha confermato agl’investigatori che il 49enne è stato ammazzato proprio lì.

Nei prossimi giorni la Procura conferirà gl’incarichi ad un medico legale e ad un consulente balistico per l’autopsia, da cui emergeranno con esattezza il numero e il calibro dei colpi d’arma da fuoco sparati contro ’U Righarar, e il tipo o i tipi d’arma usati. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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