Signora ex Presidente del Consiglio comunale di Corigliano Calabro, signora dottoressa Maddalena Avolio, abbiamo letto senza alcuno stupore il Suo puerile autogiustificazionismo, il Suo puerile autovittimismo, la Sua puerile autodifesa giocata “in attacco” contro quell’informazione libera che Lei “sogna” (?!) e che invece esiste, che è qui presente, perciò scomoda.

Ciò declinando responsabilità su altri, tentando maldestre dietrologie, puntando l’indice contro a Lei “oscuri” interessi politici che avrebbero mosso una fondatissima notizia pubblicata da AltrePagine.

Ci pare piuttosto adulta, signora Consigliera comunale Avolio, per tali puerili atteggiamenti.

Lei, da stimata professionista, ha deciso di scommettere su sé stessa per abbracciare l’impegno politico. Ed è stata scelta dai suoi elettori quale rappresentante dell’intera cittadinanza coriglianese nella Istituzione comunale.

Divenendone indegnamente Presidente.

Rimanendone indegnamente  ed irrispettosamente componente.

La villa abusiva l’ha costruita Lei, signora Avolio, non AltrePagine nè il suo Direttore. E da Presidente del Consiglio comunale è stata costretta a dimettersi proprio Lei e non altri.  

Perciò la sua “leggerezza” è una  puerile banalità, insostenibile nel mondo degli adulti.

Se Lei in buona fede fosse rimasta “vittima” della Sua incompetenza, o della malafede di quelle “persone” da lei incaricate, denunci allora, anche pubblicamente, quelle persone. Ne faccia pubblicamente i nomi.

Già, perché quelle “persone” l’avrebbero truffata… 

Ci duole deluderLa, signora Avolio: nonostante le Sue vive preghiere, noi non Le crediamo affatto. 

Siamo piuttosto adulti, tanto noi quanto Lei, per poter credere a Cappuccetto Rosso ed ai Sette Nani. 

Qui non ci sono “martiri” nè “paladini”, signora Avolio. C’è una storia umana e professionale che non ha bisogno d’alcuna “propaganda”, signora Avolio.

Sulle lunghe, monotone e noiose considerazioni politiche da Lei espresse, sul senso del Suo ruolo politico ed istituzionale (sic!), e del nostro ruolo che non può e non dev’essere quello d’una associazione filantropica o filogovernativa o collaborazionista, sorvoliamo a piè pari.

La invitiamo, e lo facciamo nonostante la Sua evidente delegittimazione, a confrontarsi con la stampa libera e scomoda di AltrePagine.

Troppo semplice, e troppo comodo, autoaffidarsi ad una morta lettera aperta. 

Di admin