Che l’assessore Mauro Stellato (foto) viva proprio sulle stelle, magari su Zeta Reticuli, lo avevamo già intuito. Già, perché è davvero incredibile come l’amministrazione comunale di Corigliano Calabro retta dal sindaco Giuseppe Geraci, per bocca del suo assessore “a cinque punte” extralusso, perda tempo a scrivere comunicati stampa che non smentiscono anzi confermano candidamente quanto da noi già scritto l’altro ieri.

Vale a dire che per l’anno 2016 il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Corigliano è sostanzialmente rimasto invariato rispetto al 2015 (7.676.645,00 euro per il 2015 e 7.281.803,20 al netto delle “partite incomplete” per il 2016). Noi abbiamo addirittura “abbuonato” all’esecutivo Geraci un “risparmio” (tutto da dimostrare) di soli 394 mila euro! Stellato, infatti, ammette che «il costo complessivo di 7 milioni e 800 mila di euro, è rimasto pressochè invariato rispetto al 2015». E noi che gli avevamo fatto pure lo “sconto”! Così come noi avevamo specificato che una parte del costo – orientativamente 300 mila euro a bimestre – finisce nelle casse della Regione Calabria come corrispettivo per il conferimento in discarica.

Il dato di fatto – incontrovertibile – è che Corigliano continua a pagare complessivamente 1,8 milioni d’euro in più l’anno rispetto a Rossano, anche “in virtù” della fallimentare raccolta differenziata che a Corigliano sì e no raggiunge il 10-12%. Come si fa, allora, a parità di costi, a strombazzare presunte diminuzioni per i cittadini contribuenti della tariffa “Tari”? Semplice: il sindaco Geraci, non potendo diminuire i costi totali del servizio (anche perché le determinazioni di pagamento all’impresa “Ecoross” ed alla Regione Calabria vengono per forza di cose pubblicate sull’albo pretorio) s’è inventato (o se l’è fatto suggerire da qualche genio della finanza che presta servizio nei tetri corridoi di Palazzo Garopoli) 1.500 famiglie in più alle quali addebitare la Tari. Un trucco facile facile: se divido 10 euro per dieci famiglie, ogni famiglia paga 1 euro. Se, invece, divido 10 euro per 20 famiglie, ogni famiglia paga 50 centesimi invece d’un euro. Così facendo la spesa resta sempre pari a 10 euro, ma, allargando la base contributiva, si dimezza la bolletta. In tal modo posso dare fiato alle trombe gridando che faccio risparmiare le famiglie, ma il costo per il Comune resta sempre uguale. Salvo che, se il Comune non incasserà da quelle 1.500 famiglie, come crediamo avverrà puntualmente, vi sarà poi tragicomicamente da divertirsi. Roba da quarta elementare.

In pratica, Geraci e Stellato vogliono “convincere” i cittadini che tra il 2015 ed il 2016, con la crisi economica in atto, con l’edilizia ferma e le attività commerciali che chiudono quotidianamente, sarebbero state “battezzate” 1.500 nuove utenze di privati e commercianti! E gli asini volano. Oppure Corigliano sta vivendo un boom economico che nemmeno negli anni Sessanta. Oppure qui qualcuno s’inventa le cifre. V’è – per nostra onestà intellettuale – una terza via. Vi potrebbe essere stata la scoperta di Geraci – in un solo anno – di ben 1.500 evasori che non pagavano la Tari. Allora sfidiamo il sindaco e l’assessore a pubblicare (con le accortezze della privacy) il ruolo relativo a questi 1.500 evasori. Ai quali, ci auguriamo, saranno già stati inviati i solleciti relativi almeno agli ultimi cinque anni. Invitiamo sindaco ed assessore a pubblicare pure le cifre effettivamente riscosse e non soltanto quelle accertate. Ovvero, sui 7,7 milioni d’euro richiesti ai cittadini l’anno scorso per la Tari, quanti ne ha incassati effettivamente il Comune? Scommettiamo, cari lettori, che dal “palazzo” non pubblicheranno proprio un bel nulla? 

 

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