Il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari Francesca Marrazzo ha assolto «perché il fatto non sussiste» la vigilessa del Comune di Corigliano Rossano Antonella Bianco, di 45 anni. L’agente di polizia municipale da qualche mese era finita sotto processo per il preteso reato d’esercizio abusivo della professione d’avvocato, a seguito d’una querela sporta da parte d’un privato che aveva intentato una causa contro il Comune dinanzi al giudice di pace di Rossano per una contravvenzione al Codice della strada.

Una causa, quella, ben al di sotto del valore di 500 euro, entro il cui limite la vigilessa disponeva d’una specifica delega-procura da parte del sindaco dell’ex Comune di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci ancor prima dell’avvenuta fusione del Comune con quello di Rossano nell’attuale Comune unico. Resta il fatto che Antonella Bianco – la quale nel processo è stata difesa dall’avvocato Antonio Fusaro – benché laureata in giurisprudenza ed abilitata all’esercizio della professione d’avvocato, non è iscritta all’albo forense ed ha un rapporto di lavoro col Comune di Corigliano Rossano nella sua qualità d’agente di polizia municipale. Rapporto di lavoro scaturito dall’aggiudicazione del posto di vigilessa a seguito d’un apposito concorso pubblico tenutosi nei primi anni Duemila. A causa di talune non molto datate vicissitudini personali nonché all’interno del Corpo di polizia municipale, l’ex amministrazione comunale dell’ex sindaco Giuseppe Geraci l’aveva infatti trasferita dal Comando dei vigili ed assegnata all’Avvocatura comunale, ora come allora diretta da Antonio Longo, responsabile dell’importante e delicato settore amministrativo dell’ente pubblico (nella foto qui in basso).

 

 

Benché già da tempo ufficialmente a conoscenza del procedimento penale in corso attraverso una comunicazione da parte della Procura di Castrovillari, soltanto a seguito della pubblicazione della notizia da parte del nostro giornale, lo scorso 25 gennaio l’amministrazione comunale aveva provveduto a trasferire la vigilessa dall’Avvocatura ad un altro settore e più precisamente all’Urbanistica. Ma come può essere utile al Comune una vigilessa tra planimetrie geometriche, volumetrie, coefficienti, destinazioni d’uso urbanistiche e sopralluoghi vari, questo resta un mistero tutto coriglian-rossanese. A meno che la guadagnata assoluzione le torni a dare il via libera per l’Avvocatura. Ovviamente per “vigilare” sulle causette di valore inferiore a 500 euro, previa apposita delega-procura…

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