Il sindaco Stasi non ha mai pensato di cambiare denominazione a quel ponte dedicato al fascista Almirante che nel 1938 avallava le deportazioni umane

Oggi, nel cosiddetto “Giorno della memoria” dell’Olocausto, il Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, assegnerà la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, italiana d’origine ebraica, sopravvissuta al più grave atto “politico” mai consumato in Italia, la deportazione e il genocidio per motivi razziali di cui ella è testimone vivente.

Tra i pochi testimoni ancora in vita che videro e vissero quegli atti ripugnanti per il genere umano di cui “politici” italiani si resero protagonisti.

Il Consiglio comunale compirà il proprio bell’atto politico ovviamente all’unanimità. Quell’unanimità che in questo caso noi detestiamo, come detestiamo le ondate adrenaliniche di quella politica (sovente della sinistra, cui culturalmente apparteniamo con orgoglio) che con la bava alla bocca insegue le giornate “dedicate”.

Il Consiglio comunale di Corigliano-Rossano

Un atto di civiltà politica direte, in assenza della senatrice Segre che sta prendendo parte alle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica.

E meno male! Già, perché con quale faccia tosta si potrebbe invitare la senatrice Segre in un posto dov’esiste – in quel di Rossano – un ponte stradale che la toponomastica comunale indica col nome cui lo stesso è dedicato?

Un ponte che anni fa venne impunemente intitolato al fu deputato post-fascista Giorgio Almirante, nel 1938 fascista e caporedattore del giornalaccio “La difesa della razza” che avallava le deportazioni umane.

Il sindaco Flavio Stasi

Quell’intitolazione s’annovera a gran titolo tra le tante malefatte politico-amministrative comunali del passato. Proprio quelle di cui straparla – talvolta a sproposito – l’attuale sindaco Flavio Stasi. Ch’è molto simile al suo predecessore ch’ebbe la ripugnante idea. Egli non ha mai pensato, infatti, di cancellare il nome di quel ponte, cambiandolo.

La senatrice Segre lo sappia. E si vergogni dell’“onore” di quest’ipocrita cittadinanza a Corigliano-Rossano… direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.