La mattina dello scorso 27 agosto, in pieno centro allo Scalo coriglianese, il netturbino 35enne sparò 4 colpi di pistola calibro 7,65 contro il coetaneo Pasquale Semeraro

È detenuto nel carcere di Torino dalla tarda serata dello scorso 28 agosto. Quando, oramai braccato dalle forze dell’ordine, s’era presentato nella caserma dei carabinieri di Moncalieri, il suo paese d’origine paterna nei pressi del capoluogo piemontese, dov’era fuggito assieme alla moglie

dopo che la mattina del giorno precedente, impugnando una pistola calibro 7,65, aveva sparato al proprio “rivale” per motivi personali, a Corigliano-Rossano dove fino a quel giorno risiedeva con la sua famiglia.

Il 35enne coriglianese Stefano Proglio, netturbino con qualche piccolo precedente (foto in alto), da quella sera è incriminato per il tentato omicidio del suo coetaneo e concittadino Pasquale Semeraro, incensurato e barista in una stazione di servizio dello Scalo coriglianese. 

Il “rivale”, gravemente ferito, era stato operato d’urgenza    

La vittima era rimasta gravemente ferita. Per Semeraro s’era reso infatti necessario il trasferimento dal Pronto soccorso dell’ospedale cittadino “Guido Compagna” nel nosocomio dell’Annunziata di Cosenza dove aveva subito un delicato ed urgente intervento chirurgico per l’estrazione d’una pallottola conficcatasi nel torace.

Pasquale Semeraro

La sparatoria era avvenuta intorno alle 11,30 del mattino di quella calda giornata di fine agosto, sulla centralissima e lunga Via Nazionale, allo Scalo coriglianese.

Un far west in pieno centro urbano 

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri di Corigliano e dal sostituto procuratore di Castrovillari Angela Continisio, quella mattina, proprio lungo Via Nazionale, vi sarebbe stato un vero e proprio far west, con un rocambolesco inseguimento che avrebbe coinvolto pure un cugino di Pasquale Semeraro suo perfetto omonimo, Pasquale Semeraro di 33 anni.

Il luogo della sparatoria

I Semeraro, a bordo di due motociclette, avrebbero inseguito Proglio, il quale era alla guida della propria autovettura Audi A3.

Fino al pieno centro dello Scalo. Dove Proglio aveva estratto e impugnato la pistola, con la quale aveva esploso 4 colpi all’indirizzo del 35enne dopo che questi gli aveva sfondato i cristalli dell’auto servendosi d’una mazza. 

Giudizio immediato il 12 aprile 

Il pubblico ministero Continisio proprio in questi giorni ha richiesto, e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Lelio Festa, la fissazione del processo con rito immediato nei confronti di Proglio, difeso dagli avvocati Giovanni Zagarese e Fabio Salcina del foro di Castrovillari.

Il Tribunale di Castrovillari

Pasquale Semeraro si costituirà parte civile in giudizio, assistito dall’avvocato Mario Elmo anch’egli del foro castrovillarese. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 12 aprile, dinanzi ai giudici del 3° collegio penale del Tribunale. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.