Il pacchetto di tessere e la questua al Pd per candidarlo alla Presidenza della Provincia: tutto vano mentre il comune affoga nei suoi problemi… 

Quando una carriera politica viene stroncata in un’età così tenera, com’è accaduto al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi lo scorso 20 marzo, umanamente ogni buon cristiano non può che dispiacersene.

Così come ne siamo dispiaciuti noialtri, che se siamo buoni o cattivi cristiani non possiamo certo dirlo ed all’uopo ci rimettiamo alla clemenza del nostro parroco. Ad ogni buono o cattivo conto, oltre ad esternare un fattore squisitamente emozionale, a distanza d’una ventina di giorni dalla disfatta elettorale d’uno Stasi che aspirava a una sua seconda poltrona, quella di Presidente della Provincia, dopo avere letto in giro di tutto e di più, i nostri lettori ci consentiranno qualche fredda considerazione politica di merito.

La frenetica bramosia d’incamerare una seconda carica, da utilizzare solo ed esclusivamente per soddisfare il proprio personale carrierismo, ha spinto il sindaco del “civismo duro e puro” ad andare a mendicare col cappello in mano al cospetto dei rappresentanti d’un partito politico, segnatamente il Partito democratico.

Stasi e i suoi pretendevano la candidatura dal Pd: adesso volano stracci

La questua di Stasi, partita da Corigliano-Rossano, è arrivata all’autostazione di quella vituperata Cosenza del «centralismo istituzionale e politico anti-jonico» – per usare le sue stesse assai “convincenti” argomentazioni – spingendosi fino a Roma, nella sede nazionale del Pd a Largo del Nazareno, coi suoi oramai “ex” amici e commensali Boccia e Zagarese…

Decine di telefonate, viaggi, pranzi, cene e logorroiche ore d’insistenze: tutto tempo che Stasi ha ovviamente sottratto all’amministrazione dei cittadini che nel 2019 l’hanno eletto sindaco. Tutto tempo sprecato per i suoi sogni di gloria. 

Vano pure il pacchetto di tessere che tra Natale e Capodanno Stasi ha regalato al Pd coriglianrossanese, usando come suoi prestanome e sempre per la sua personale causa, la sua cordata d’amiche ed amici che a quel partito oggi si ritrova iscritta senza grande convinzione. Sicuramente pensando – le truppe più sgarrupate che da queste parti si siano mai viste in “politica” – d’avere oramai preso, e in un solo boccone, la guida del Pd di Corigliano-Rossano e quella della Provincia di Cosenza! 

A sinistra il sorriso del parlamentare del Pd Francesco Boccia, a destra il broncio sconsolato di Stasi

Il Pd, però, non ha candidato Stasi alla Presidenza della Provincia. E per la sua inconcludente candidatura autonoma – Stasi è “civico” e “partitico” a fasi alterne a seconda delle proprie convenienze – quello stesso partito gli addossa – giustamente – la colpa della sconfitta del proprio candidato, il sindaco di Spezzano Albanese Ferdinando Nociti.

Il consigliere comunale del Pd Aldo Zagarese eletto consigliere provinciale coi voti determinanti di Stasi e dei suoi

Ottimo risultato quello di Stasi, tanto in percentuale elettorale quanto in termini politici, non c’è che da fargli dei complimentoni. E non solo a lui, ma anche agli alzatori automatici di mani della sua risicatissima maggioranza: un simposio di strateghi tale da non riuscire a fermare per tempo lo stratega degli strateghi.

Assieme, hanno di fatto bloccato l’attività amministrativa comunale, con un comune che oramai affoga nei suoi problemi, cui nel frattempo se ne sono sommati altri, di problemi. Superfluo farne l’elenco: basta fermarsi a parlare con qualsiasi cittadino che s’incontri per strada.

Provino a raccontarle a loro – Stasi e compagnia – le chiacchiere sulle «centinaia di amministratori del territorio della Sibaritide che hanno espresso l’esigenza politica» della sua candidatura alla Presidenza della Provincia e bla bla bla

Sì, perché considerato il nefasto risultato elettorale la balla appare cosmica, oltre che comica. Se poi vi aggiungiamo il fatto che di queste centinaia di amministratori della Sibaritide hanno recriminato solo e soltanto quelli del Pd che accusano Stasi d’averli fatti perdere, la balla di Stasi e compagnia si perde nelle infinite galassie dell’universo… direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.