Una corposa lettera. Scritta due giorni fa, protocollata e trasmessa a vari dirigenti comunali di Corigliano-Rossano, oltre che al sindaco Flavio Stasi ed ai suoi colleghi assessori.

L’assessore Damiano Viteritti (foto) punta a sgombrare il campo dai tanti sospetti che avvolgono la gestione del cimitero coriglianese ed eventualmente a fare “pulizia”.

La domanda dell’amministratore è: il camposanto è infiltrato dalla malavita organizzata?

Vi sono, infatti, ipotesi di malaffare e di corruzione in taluni ambiti della sua gestione. Perciò, Viteritti sollecita tutti i competenti uffici interessati circa l’opportunità d’effettuare un’attenta azione ispettiva, finalizzata proprio a neutralizzare o a scongiurare il rischio d’una gestione criminale del camposanto.

L’ingresso del camposanto coriglianese

In estrema sintesi, l’assessore si riferisce ed insiste sui criteri d’assegnazione del suolo e dei loculi, sulle concessioni e le autorizzazioni per la gestione delle aree esterne cimiteriali, come l’installazione di chioschi e attività commerciali.

L’amministratore intenderebbe anche verificare se all’interno del cimitero «sussistano cause di malaffare, dalla vendita illegale dei loculi, delle sepolture, o di suolo con atti inidonei, e se si siano riscontrati ipotesi di furti e ruberie di altro tipo».

La gestione del cimitero corigiianese era stata affidata dal Comune a una ditta estena attraverso una procedura ad evidenza pubblica.

L’assessore Viteritti, inoltre, evidenzia la mancanza d’un regolamento unico di polizia mortuaria e d’un tariffario comune per i due cimiteri di Corigliano e di Rossano, palesando la necessità d’installare nei camposanti degl’impianti di video-sorveglianza collegati al Comando della polizia municipale. redazione@altrepagine.it