Il percorso giuridicamente tracciato e politicamente intrapreso verso la scissione dell’attuale comune unico di Corigliano-Rossano per il ritorno all’autonomia delle due città originarie, sta innervosendo non poco il potere politico coriglianrossanese e non solo quello politico.

Tosto s’arriverà alla resa dei conti tra quei pochi che combatteranno armati fino ai denti per difendere il loro fortino – costruito dentro un contenitore vuoto che contiene solo e soltanto loro – e la moltitudine di cittadini di Corigliano e di Rossano già da molto tempo esausti di questi 5 anni d’insulsa fusione, i quali a mani nude ingaggeranno la loro lotta libera per rovesciare il nuovo sistema imposto che già da un pezzo puzza di vecchio e di marcio (LEGGI QUI).

In mezzo ci sono quelli che in questa fusione non hanno contato proprio un cazzo, ma che sono innamorati di essa da quando in quell’infausto ottobre del 2017 si fecero infinocchiare dagli spertazzuni d’allora, da tempo “alla macchia” dopo essersi infilati tra i confortevoli vagoni della velocissima metropolitana che corre dal Crati al Trionto, scappando come dei ladri per riparare in chissà quale dei tanti meandri della terza città delle Calabrie.

Proprio ieri, leggendo qua e là, ci siamo imbattuti in una serie infinitesima di corbellerie messe (e sul serio) in fila.

«Siamo diventati la terza città della Calabria, con più potere sulle altre città»:

se qualcuno ancora non se n’è accorto, abbiamo già espugnato Sybaris, e i cittadini di Villapiana e Trebisacce ci stanno venendo incontro dalla 106 con le mani in alto in segno di resa.

Poi c’è

«la possibilità di accedere a finanziamenti molto più corposi che non nel caso dei comuni separati, finanziamenti che stanno per giungere e che mai in passato avevamo recepito»:

ci stiamo sfregando le mani da tanto per questa montagna di quattrini, salvo poi esserci accorti che il comune unico i fondi-fusione li sta già incassando da parecchio, ma al contempo i servizi per i cittadini di Corigliano e di Rossano sono peggiorati rispetto a quando i due comuni erano autonomi.

«Con la fusione, per la prima volta nella nostra storia, abbiamo ottenuto ben 4 parlamentari tutti originari di Corigliano e di Rossano»:

vogliamo chiederlo agli ex parlamentari Abate, Forciniti e Sapia che minchia c’entra la fusione di Corigliano-Rossano con lo stra-successo del Movimento 5 stelle nel Sud Italia alle Politiche del 2018?!

E adesso che – fusi da 5 anni – di parlamentari questa magnifica città ne ha espresso uno ed uno soltanto, per di più imputato in vari processi penali per bancarotta, abuso edilizio e calunnia… come la mettiamo?!    

«Abbiamo ottenuto il treno Frecciargento, che per la prima volta nella storia collega in linea diretta, la nostra città, con tutta l’Italia»… ma quel treno parte da Sibari per ritornare… a Sibari!

E ancora,

«L’ospedale della Sibaritide, in piena costruzione, diverrà operativo già nel 2024»:

il nuovo ospedale fu programmato – e finanziato – nell’anno del Signore 2007, un decennio prima della fusione!

«Con la scissione inizierà un odio serpeggiante ed un malessere tra le due città, che finalmente si stavano amalgamando»:

l’odio è nato proprio dentro la fusione, perché prima i coriglianesi e i rossanesi, nel bene e/o nel male, erano “amici”.

Sull’amalgama noialtri siamo impreparati:

prima di pronunciarci vorremmo consultarci con qualche chef, anche non stellato…

«Con la scissione ritorneremmo ad essere due comuni simili a tanti altri, perdendo il primato di terza città della Calabria»:

primato? Ma se è terza!!!

«Ci auguriamo che questo non avvenga, anche alla luce di molteplici iniziative e manifestazioni anche a respiro nazionale (il Giro d’Italia ad esempio) che si svolgeranno a breve nella nostra città e che subirebbero sostanziali e deleterie modifiche e revisioni»:

insomma, qui possiamo organizzare i Mondiali meglio che nel Qatar e stiamo a far manfrine! direttore@altrepagine.it   

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.