Egregio Direttore, vorrei esprimermi sulla nostra grande città di Corigliano-Rossano e sull’opportunità di accettarla o rispedirla al mittente facendola ritornare due distinti nuclei urbani.

L’aspettativa che mi fece propendere per la bontà della fusione, fu prevalentemente la certezza – malposta – che sarebbe stato il primo passo per giungere ad una vera e propria costruzione di un capoluogo di provincia con tutti gli annessi e connessi sviluppi economico-produttivi ed emancipazionali sotto l’aspetto politico.

Naturalmente vedevo già la predisposizione per la formazione della provincia che non c’è stata nemmeno nella fase embrionale.

E vedevo l’inizio di ampie discussioni e coinvolgimenti popolari per l’attivazione di quegli insediamenti statali minimi per trasformare un semplice comune unico in una città vera. Penso ad una sezione distaccata della Prefettura, della Questura con almeno un Distretto di Polizia, dell’autonomia sanitaria eccetera. 

Vedevo anche l’istituzione dei pure previsti municipi, proprio per rafforzare la presenza dello Stato… ma così non è stato.

Che dire poi di Flavio Stasi (foto in alto), il primo sindaco di questa grande realtà? 

Egli ha scelto di amministrare rifiutandosi di ricevere i cittadini che gli fanno richiesta scritta di essere ricevuti per motivi particolarmente rilevanti: di questo posso dare piena conferma perché proprio io ho fatto richiesta scritta per essere ricevuto e lui non mi ha voluto ricevere, e non ha avuto nemmeno la compiacenza di comunicarmi il perché si rifiutava di ricevermi.

Egli ha scelto di non intervenire in modo strutturale sulla raccolta dei rifiuti e sulla loro utile trasformazione: penso ai periodici accumuli di immondizia lungo le nostre strade e penso alla possibilità di trasformare le ciminiere della ex centrale Enel in ciminiere per un termovalorizzatore che ci facilitasse lo smaltimento dei rifiuti, ci facesse risparmiare sulla raccolta e ci facesse azzerare la bolletta Enel particolarmente onerosa.

Insomma, che sapesse trasformare una negatività, come i rifiuti, in una risorsa di grande rilievo per la comunità.

Mi limito solo a questo, ma comunque, per questo, l’unificazione dei due distinti comuni di Corigliano e di Rossano è stato un vero e proprio fallimento di cui non ci rimane che prendere atto e trovare qualche rimedio.

Tu, egregio direttore, nei giorni scorsi hai parlato della possibilità di annullare la fusione attraverso un nuovo referendum (LEGGI QUI).

Io penso di doverti dare pienamente ragione dopo avere constatato, per quanto sopra detto, l’assoluta incapacità di questo sindaco di darci speranza per un futuro migliore di ciò che abbiamo lasciato con le due vecchie città.

Con cordialità, Salvatore Iacoi    

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