Quanti domani sera a partire dalle 18 giungeranno numerosi (ne siamo certi) nella sala riunioni del Beato Felton attaccata al Santuario dedicato a Francesco di Paola nel centro storico coriglianese, impiegheranno al massimo 2 secondi per firmare la Proposta di legge regionale d’iniziativa popolare finalizzata ad abrogare il comune unico di Corigliano-Rossano nato 5 anni fa con la fusione ed a re-istituire i due comuni originari di Corigliano Calabro e di Rossano.

Essi, infatti, non avranno alcuna necessità di “pensarci su”. Già, perché in questo quinquennio hanno avuto tanto modo di vedere, di constatare, di pensare, di riflettere, e – persino – di bestemmiare laicamente chissà quante volte sulla “genialata” d’aver dato vita a questa città di 74 mila abitanti che non funziona, che ha deluso le positive aspettative dei cittadini che pur v’avevano confidato circa il miglioramento della loro qualità di vita, e che, al contrario, l’ha addirittura peggiorata, peggiorando le condizioni dei servizi pubblici per i cittadini stessi.

Il “Comitato per il ritorno all’autonomia” fa sul serio e dispiega le sue ali, dunque, verso l’obiettivo finale. Mercoledì mattina scorso, infatti, il presidente Mario Gallina ed altri componenti hanno raggiunto Reggio Calabria, dove, nella sede del Consiglio regionale, hanno ritirato gli appositi moduli – regolarmente vidimati proprio da parte dei competenti uffici della Regione – che saranno validi per la raccolta delle sottoscrizioni in calce alla Proposta di legge regionale d’iniziativa popolare. Attraverso le quali i cittadini sottoscrittori paleseranno la loro volontà relativa alla richiesta dell’indizione del nuovo referendum consultivo finalizzato a ribaltare l’esito di quello del 22 ottobre 2017.

Nella foto d’apertura e in questa, due momenti dell’assemblea del comitato tenutasi due settimane fa

La scintilla della scissione e dell’autonomia dei due ex comuni è dunque bell’e che scoccata. E la raccolta delle firme partirà già domani sera, durante l’assemblea pubblica convocata nella sala del Beato Felton anche per dibattere circa le future prospettive politiche. Saranno presenti, ovviamente, i certificatori per l’autenticazione delle sottoscrizioni.

Da domani, quindi, scatteranno i 6 mesi che la legge consente per poter raggiungere il numero minimo di 5 mila sottoscrizioni. Minimo e minimale, perché i pronostici della vigilia prevedono una vera e propria valanga di firme da parte dei cittadini di Corigliano e di Rossano.

Scaduto il termine, i moduli dovranno essere depositati presso gli organi competenti del Consiglio regionale della Calabria, ai sensi dell’articolo 39 dello Statuto regionale stesso, per essere, le sottoscrizioni, sottoposte al vaglio e alla valutazione dell’ammissibilità e della condizione meritoria, da parte dell’assemblea del Consiglio regionale. Incombenze politiche necessarie per l’avvio della discussione del Progetto di legge regionale d’iniziativa popolare relativa alla scissione tra Corigliano e Rossano con la conseguente indizione del referendum consultivo di tutti i cittadini-elettori. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.