Allarme a Trebisacce, Villapiana, Cassano e Mirto Crosia. L’ultimo episodio questa notte nel centro storico rossanese

Sono finora 40 i mezzi dati al fuoco a Corigliano-Rossano dall’inizio di quest’anno. Il drammatico trend che riconduce ai bilanci numerici degli ultimi anni corre verso una conferma, dunque.

C’è, però, un’allarmante novità: quello che finora era un fenomeno geograficamente circoscritto alla sola città di Corigliano-Rossano (una “costante” per Corigliano con “contagio” solo più recente a Rossano), quest’anno sta facendo registrare un allargamento dello spettro nella Sibaritide. È oramai una sorta di “moda” criminale, insomma, che Corigliano-Rossano è riuscita ad “esportare” altrove.

Se fino a una decina di mesi or sono in alcuni comuni l’incendio doloso di un’auto era un evento assolutamente eccezionale, adesso infatti non è più così. Il caso più emblematico è sicuramente quello del comune di Trebisacce, dove dall’inizio dell’anno sono stati già una decina gli automezzi incendiati. E nella statistica rientrano pure il comune di Villapiana, che nell’Alto Jonio confina proprio con Trebisacce, e quello di Mirto-Crosia, confinante con Corigliano-Rossano sull’opposto versante del Basso Jonio. Non fa eccezione Cassano Jonio.

Ogni caso del fenomeno criminale ha la propria matrice ed il proprio movente, anche se talvolta appare lampante la mano della criminalità organizzata, leggasi ‘ndrangheta, e non quella della criminalità comune, quando ad essere divorati dal fuoco sono automezzi aziendali d’imprese del territorio entrate nelle grinfie del racket estorsivo o della concorrenza sleale da parte d’imprese operanti nello stesso settore e facilmente riconducibili ad elementi malavitosi, oppure con commistioni tra i titolari ed esponenti ‘ndranghetisti.

L’ultimo mezzo incendiato risale a questa notte. È accaduto a Corigliano-Rossano, e, in particolare, nel centro storico rossanese. L’ennesimo rogo, stavolta ha avvolto e distrutto una Fiat Panda. redazione@altrepagine.it