Il 42enne lunedì aveva dato fuoco al materasso del letto coniugale, provocando l’incendio della casa dell’ex moglie e dei loro 4 figli

CASTROVILLARI – S’è difeso a spada tratta, stamane, il 42enne coriglianese Antonio De Vellis, che nel pomeriggio di lunedì 24 luglio scorso aveva dato fuoco alla casa della moglie, da cui è separato, e dei loro quattro figli, in contrada Giannone alla Marina di Schiavonea di Corigliano-Rossano. 

L’uomo – che da quella sera è detenuto in carcere – accompagnato dal proprio difensore, l’avvocato Francesca Caracciolo, alle 10,30 è comparso in Tribunale a Castrovillari al cospetto del giudice per le indagini preliminari Simone Falerno, per l’udienza di convalida dell’arresto effettuato dai carabinieri e l’interrogatorio di garanzia.

De Vellis ha negato d’aver telefonato quel pomeriggio all’ex moglie, riferendole che le avrebbe incendiato la casa – circostanza riferita ai militari dell’Arma proprio dalla separata consorte – pur confermando d’essere andato in quella casa nonostante il divieto d’avvicinamento impostogli dalla magistratura sin dal mese di giugno dell’anno scorso per il reato di maltrattamenti in famiglia.

De Vellis ha riferito di continue provocazioni subite da parte dei suoi ex familiari, in particolare dalla moglie e da una figlia quattordicenne che quel pomeriggio gli avrebbe danneggiato l’autovettura colpendola con delle pietre, proprio mentre lui si trovava nella loro casa.

Ed è proprio durante la sassaiola della figlia contro la sua macchina, De Vellis ha riferito d’aver lanciato nervosamente una sigaretta accesa sul materasso del letto coniugale con l’intento d’incendiarlo, non calcolando, però, che poteva provocare l’incendio dell’intera casa, se non vi fosse stato un tempestivo intervento dei pompieri.

Al termine dell’udienza il suo legale s’è opposto alla conferma dell’applicazione della misura cautelare in carcere che era stata formulata nei confronti di De Vellis dal sostituto procuratore Valentina Draetta.

Il gip Falerno, però, convalidato l’arresto dei carabinieri, ha ritenuto che il 42enne sia pericoloso e debba perciò rimanere dietro le sbarre. Se ne riparlerà dopo il ricorso al Tribunale del Riesame di Catanzaro, già annunciato dall’avvocato Caracciolo. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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