È fortemente sospettato dell’incendio d’accertata matrice dolosa che nella tarda serata di ieri ha mandato completamente distrutta la casa di sua moglie, dove egli stesso abitava, in contrada Apollinara di Corigliano-Rossano.

Si tratta d’un notissimo pregiudicato coriglianese di 43 anni. L’incendio, secondo i sospetti dei carabinieri che indagano sul caso, sarebbe maturato dopo l’ultima denuncia nei suoi confronti da parte della sua stessa consorte, per le gravissime violenze familiari che la stessa subirebbe oramai da un paio d’anni.

L’ultimo episodio ai suoi danni si sarebbe consumato durante la giornata di martedì scorso. Quando il pregiudicato avrebbe addirittura sequestrato la donna per 5 ore in un agrumeto nella stessa zona di Apollinara, mettendole alla gola alcuni cavi elettrici usati per ricaricare la batteria d’un furgone.

La donna, per sua fortuna poi liberata, era finita in Pronto soccorso all’ospedale “Guido Compagna” per le cure del caso. Lì era stata raggiunta dai carabinieri che ne avevano raccolto la denuncia. Da quel momento si trova in un rifugio protetto su disposizione dei magistrati della Procura di Castrovillari, che coordinano le indagini sulla drammatica vicenda condotte dai militari in forza alla Sezione operativa del Reparto territoriale diretto dal colonnello Raffaele Giovinazzo. Ad ore potrebbero registrarsi opportuni sviluppi.

L’uomo allo stato è libero e perciò i sospetti degl’inquirenti sull’incendio dell’abitazione coniugale ricadono proprio su di lui. Nella casa data al fuoco i carabinieri hanno trovato tre taniche di nafta, la miccia e l’innesco. I pompieri intervenuti sul posto a spegnere il vasto rogo di stanotte sono stati impegnati per ben tre ore.

Nel dicembre del 2020, il sospettato era già finito in carcere per maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie, picchiata selvaggiamente anche in presenza della loro figlia minorenne. In quell’occasione ad arrestarlo era toccato alla polizia.

Lungo il “rosario” dei suoi precedenti penali e dei processi tuttora in corso nei suoi confronti, che vanno dai furti alle estorsioni, col “cavallo di ritorno” e senza. redazione@altrepagine.it