A distanza di 24 ore, parla Gianni Putortì, il medico al quale, ieri, in pieno giorno e in pieno centro urbano, ignoti hanno tentato d’incendiare l’auto sotto lo studio

Il dottor Giovanni – da tutti chiamato “Gianni” – Putortì, è un medico di lungo corso. Originario di Reggio Calabria e coriglianese d’adozione oramai da una vita (in passato eletto pure alla carica di consigliere comunale), è medico ospedaliero e medico legale.

Lui e sua moglie, la dottoressa Anna Santo, ginecologa, hanno prestato servizio per tanti anni nel presidio ospedaliero coriglianese “Guido Compagna”.

Allo Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano condividono il loro frequentato studio privato. È su Via Walt Disney, proprio all’imbocco del centralissimo cavalcavia che passa sopra i binari della ferrovia jonica, in una delle palazzine dove sotto insistono un paio di supermercati, un centro servizi e spedizioni di pacchi, un grande negozio d’elettrodomestici, un ristorante, una gelateria, e, sopra, numerosi altri studi professionali tra avvocati, commercialisti, amministratori condominiali ed altri generi d’attività professionali.

Alle 16,30 di ieri, il fuoristrada Land Rover del dottor Putortì – talvolta in uso anche a sua moglie – era parcheggiato sotto lo studio proprio lungo il marciapiede del vicino supermercato. Quando uno o più soggetti ignoti hanno agito con tracotanza e indisturbati, appiccando fuoco ad uno pneumatico per provocare l’incendio dell’intero mezzo alla luce del giorno, servendosi d’una piccola tanica di benzina abbandonata sul parabrezza prima di fuggire via (LEGGI QUI).

Caso fortuito, nel frangente appena successivo, ha visto la presenza d’un esperto pompiere in pensione che ha invocato uno dei commercianti di sganciargli immediatamente un estintore. Il volontario “del mestiere” è riuscito in poco tempo a domare il principio d’incendio e ad evitare il peggio. Di fronte al fuoristrada che costeggiava il marciapiede c’era una delle vetrate in plexiglass del supermercato: in caso d’incendio integrale dell’automezzo, il fuoco sarebbe entrato assai facilmente nell’esercizio commerciale scatenando il panico tra i clienti e provocando chissà che danni.

Stavolta è andata bene, dunque, anche se quello contro i due professionisti a Corigliano-Rossano è l’episodio incendiario doloso d’automezzi “numero 49” da quando è cominciato il 2022 che oramai volge quasi al termine, ma se guardiamo al comprensorio della Sibaritide arriviamo a “quota 80“. Un fenomeno drammatico, e, con ogni probabilità, davvero unico in Italia.

La piccola tanica di benzina lasciata sul parabrezza

Le indagini sul “caso Putortì-Santo” sono condotte col consueto riserbo investigativo dai carabinieri del Reparto territoriale diretto dal colonnello Raffaele Giovinazzo, che dovrebbero avere già acquisito le registrazioni degl’impianti di video-sorveglianza presenti in zona.

In caserma, stamane, il proprietario del Land Rover ha sporto la propria denuncia, orientando i detective proprio sulla sua attività professionale, e, in particolare, su quella di perito medico giurato, vale a dire di consulente tecnico d’ufficio accreditato presso il Tribunale di Castrovillari per cause civili e penali – soprattutto civili – di diverso genere.

Dottore, che è successo ieri pomeriggio?

«Un fatto criminale per me davvero inaspettato, che mi ha turbato e continuerà a destarmi preoccupazione.

Io non ero in studio in quel momento, c’era mia moglie e la macchina l’aveva presa lei per recarsi al lavoro, quindi l’aveva parcheggiata lei sotto lo studio.

Ad ogni buon conto, quella macchina la uso quasi sempre io, oltretutto è un modello che in zona possediamo davvero in pochi e quindi è un po’ come ci fosse scritto il nome e il cognome mio; e poi, sotto lo studio… ».

Il dottor Putortì e la dottoressa Santo

Come avete interpretato, lei e sua moglie, il gesto incendiario?         

«Abbiamo pensato che possa essere ascrivibile alla mia attività di consulente tecnico del Tribunale:

mia moglie ed io siamo due professionisti e due persone tranquille, in città abbiamo sempre avuto solo tanti amici, mai nessun nemico».

Quante consulenze giurate effettua, per conto dei giudici del Tribunale?

«Tante, davvero. Negli anni diverse centinaia. Ai carabinieri mi sono permesso di suggerire di scandagliare le attività di consulenza medico-legale che ho svolto negli ultimi mesi…

Vede, ciò che mi preoccupa come professionista è proprio questo, e penso di poter parlare anche a nome di miei tanti colleghi che lavorano pure col Tribunale:

oggi è a rischio la nostra libertà professionale, che potrebbe essere condizionata proprio da fatti del genere e da questo clima di minacce invisibili, ma sempre concretamente in agguato, dietro l’angolo, ogni angolo.

Più in generale è a rischio la libertà di sentirsi cittadini liberi, a Corigliano-Rossano».

La sua famiglia, com’è noto a tutti in città, è pure titolare d’una frequentata tabaccheria, rivendita di giornali, valori bollati ed altro, qui nel centro storico di Corigliano…

«Sono oramai tantissimi anni che abbiamo la tabaccheria, ma non abbiamo mai avuto fastidi di alcun genere né richieste particolari:

escludo, quindi, qualsiasi ipotesi di connessione tra il fattaccio di ieri e l’attività della tabaccheria». direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.