Il 48enne coriglianese Alberto Laise, tifoso del sindaco Stasi e recentemente condannato a 8 mesi di reclusione assieme a un medico e ad altre persone, nell’agosto del 2021 aveva querelato il nostro giornale. Ecco perché

Una querela al nostro giornale. Certo non è una novità, ma questa è stata davvero singolare. La sentenza di non luogo a procedere emessa nei nostri confronti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Simone Falerno, è dello scorso 25 ottobre, ce l’hanno notificata il successivo 12 novembre e quel giorno la “cosa” era stata davvero una sorpresa.

Prima di quella data, infatti, neanche lo sapevamo d’essere “sotto processo”, poichè dalla Procura castrovillarese non avevamo mai ricevuto alcunché. 

Il profilo “politico”… e giudiziario del nostro denunciante

La denuncia del caso è datata agosto 2021, e il denunciante è un noto “politico” di Corigliano-Rossano molto vicino al sindaco della città, Flavio Stasi, ma che, proprio alle elezioni comunali del 2019, quando Stasi venne eletto, era candidato in una delle liste del candidato a sindaco avverso a Stasi, Gino Promenzio.

Cambiare idea od opinione, però, non è peccato né reato, con buona pace di quegli oltranzisti della “coerenza” sempre pronti a puntare il dito. 

Il denunciante del caso risponde al nome di tale Alberto Laise (foto), 48 anni, di Corigliano, membro del Partito democratico di Corigliano-Rossano ovviamente nella sua componente che fa il tifo (e pure qualcos’altro) per il sindaco Stasi.

Di Laise il nostro giornale s’è occupato in tempi assai recenti:

il soggetto, infatti, lo scorso 24 giugno è stato condannato dai giudici del collegio penale del Tribunale di Castrovillari a 8 mesi di reclusione (LEGGI QUI) per via d’un falso certificato medico uscito dallo studio dove un tempo lavorava come segretario. In quel processo venne chiaramente condannata pure la pediatra sua parente e al tempo sua datrice di lavoro, oltre che le persone destinatarie di quel certificato medico fasullo, finalizzato, pare, a far ottenere ai beneficiari delle prestazioni da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale. 

Il Tribunale di Castrovillari

La querela di Laise al giornale

Non è – ovviamente – per la recentissima cronaca giudiziaria sopra ricordata che il soggetto ci ha querelati. Già, perché oggetto della denuncia di Laise nei confronti di AltrePagine è stato un nostro articolo del 16 agosto 2021. Che, a questo punto, v’invitiamo a (ri)leggere anche per rinfrescarvi la memoria sul sindaco Stasi e tutto il suo “cucuzzaro” (LEGGI QUI).

Laise aveva “incriminato” il nostro pezzo giornalistico per una frase:

«E come poteva sottrarsi al richiamo della foresta uno tra i più imbecilli nell’ormai esigua legione d’imbecilli (per dirla con Umberto Eco)».

Ecco:

tale Laise s’era sentito offeso nella sua reputazione per la definizione di «imbecille» e ci aveva quindi querelati per diffamazione a mezzo stampa. 

Scrive, il giudice, nella motivazione della sentenza con cui ci ha prosciolti:

«Non si ravvisano gli elementi costitutivi del reato contestato, giacché, come emerge dalla consultazione dell’articolo di giornale, il post richiamato dal giornalista non appare in alcun modo riconducibile al suo autore, odierno querelante, in forza della completa cancellazione dei suoi dati identificativi».

Il giudice poi richiama e cita una delle più recenti sentenze della suprema Corte di Cassazione in materia di diffamazione a mezzo stampa, per concludere che «non sussistono gli estremi del reato contestato», dichiarando di «non doversi procedere nei confronti di Fabio Buonofiglio in ordine al reato ascrittogli, perché il fatto non sussiste».

Quando ci notificarono questa singolare sentenza, avevamo deciso di non dare notizia d’una “cosa” cui non avevamo dato alcun peso, ma dal momento che i social network per certi elementi sono una patologia… direttore@altrepagine.it  

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.