È stato accolto dal Tribunale di Cosenza, in sede di riesame, il ricorso avanzato dagli avvocati Raffaella Accroglianò del foro di Castrovillari ed Enzo Galeota del foro di Catanzaro, in favore della imprenditrice agricola coriglianese 48enne Carmela Famigliolo (foto), indagata e titolare di un’azienda che lo scorso 31 marzo era stata oggetto di sequestro preventivo

coi beni strumentali e i conti correnti bancari ch’erano finiti “sotto chiave” su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, dietro richiesta della Procura, nell’ambito d’una maxi-indagine sul caporalato agricolo che interessa l’intera Sibaritide e che aveva portato in carcere ed agli arresti domiciliari 16 persone. Per le aziende agricole coinvolte nell’inchiesta giudiziaria, l’ipotesi di reato è quella d’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Il Tribunale di Castrovillari

Gli avvocati difensori di Carmela Famigliolo, dopo aver segnalato e documentato che la misura cautelare di sequestro dell’azienda era riferita a un soggetto “terzo” rispetto all’ipotesi accusatoria, hanno spiegato ai giudici del Tribunale di Cosenza che la loro assistita non aveva delegato alcuna funzione, non essendosi verificata alcuna attività gestionale, bensì un’ingannevole distorsione del rapporto di lavoro con alcuni operai.

Secondo i legali, infatti, vi sarebbe stata «un’indubbia sproporzione tra la condotta censurata alla Famigliolo ed il sequestro dell’azienda, dal momento che v’è una circostanza ignota a chi ha condotto le indagini e che poteva essere acquisita nel corso dell’inchiesta, vale a dire che da oltre un anno la nostra assistita aveva interrotto il rapporto lavorativo coi soggetti più direttamente interessati dalle indagini».

Al contempo, gli stessi legali, hanno censurato il pericolo di protrazione del reato, «affatto concretizzabile in relazione alla natura stessa del bene sequestrato e alle circostanze di fatto”, spiegando nel dettaglio il contenuto delle intercettazioni telefoniche «del tutto neutre rispetto alla misura cautelare applicata».

Il ricorso – in forza del quale il sequestro dell’azienda Famigliolo è stato dunque annullato – è stato discusso nella giornata di venerdì scorso. Il provvedimento di dissequestro e di restituzione dell’azienda ubicata in contrada Torre Voluta di Corigliano-Rossano, nonchè dei beni strumentali e dei conti correnti della stessa, è stato notificato stamane. redazione@altrepagine.it